PESCARA. Moderata soddisfazione e consapevolezza che il governo abbia preso coscienza della Vertenza Abruzzo. Questi gli stati d'animo di sindacati e associazioni di categoria al termine del vertice romano di ieri pomeriggio nel corso del quale la delegazione regionale si è mostrata coesa di fronte al sottosegretario Letta e i ministri Romani, Fitto e Matteoli.
«E' stato è stato un confronto che abbiamo chiesto con forza, ed è solo il primo di una serie di incontri», commenta Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo. «Esco molto soddisfatto. Il governo ha avuto una visione reale della nostra regione e ha visto un gruppo compatto, pronto a far valere le proprie ragioni. Per adesso», prosegue il presidente degli industriali, «abbiamo incassato i 612 milioni dei Fas poi penseremo alle infrastrutture. Sarebbe stato impensabile riuscire a ottenere tutto insieme. Ma c'è stata un'apertura grande e una disponibilità piena da parte del governo».
«C'è stata sicuramente un'apertura politica sulla nostra proposta, un passo avanti deciso», afferma Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil, «soprattutto visto il momento particolare che viviamo a livello economico. Sui Fas, che potremo gestire, otteniamo un buon risultato. Su Masterplan, aree di crisi e contratti di programma c'è ancora da lavorare con il ministero dello Sviluppo economico, ma su alcune questioni come Sevel e Micron siamo a buon punto. La parte più negativa è il capitolo sulle infrastrutture, visto che dei circa 6 miliardi di euro restano 900 milioni, di cui disponibili solo 206. Ci è stata fatta una proposta debolissima e siamo lontanissimi da una possibile soluzione. L'apertura di oggi deve diventare concretezza, bisogna continuare a lottare ed essere tenaci».
«La nostra forza» spiega Maurizio Spina, segretario della Cisl, «è stata quella di presentarsi uniti. Usciamo con l'apertura di un lavoro, di un cammino condiviso che già vede lo sblocco dei Fas. Ritengo importante l'aver ottenuto il credito d'imposta che sicuramente sarà d'aiuto per l'occupazione dei giovani. Dobbiamo però continuare a batterci per le infrastrutture e per il Masterplan. Infine, credo che questo appuntamento sarà stato utile all'Abruzzo solo se tutti avremo la capacità di andare avanti su questa strada».
«Il clima costruttivo della riunione», sostiene Enzo Giammarino, direttore di Confesercenti, «dimostra che l'unità delle forze istituzionali, imprenditoriali e sindacali è un bene prezioso per l'Abruzzo. Rileviamo con soddisfazione gli impegni assunti dal governo e in particolare dal ministro Fitto sul crono-programma dell'approvazione del Fas da parte del Cipe: restiamo tuttavia prudenti e vigili fino all'approvazione del Fas stesso, e alla relativa autorizzazione alla spesa che deve assolutamente arrivare nel più breve tempo possibile».
«Questa riunione», prosegue, «dimostra che abbiamo ancora molta strada da fare, a partire dalla legge sulla ricostruzione: abbiamo appreso che l'avvio delle opere post-terremoto è stato pagato in buona parte con risorse destinate alle infrastrutture, e che il Masterplan va ancora approfondito. Per questa ragione è assolutamente necessario che il Patto per lo Sviluppo rafforzi la sua azione calendarizzando per prima cosa un incontro con i parlamentari abruzzesi per un intervento coordinato a tutti i livelli istituzionali».
«E' stato un incontro importante», comferma Roberto Campo, segretario regionale della Uil, «al quale ne dovranno seguire altri utili a monitorare quanto è stato stabilito. L'obiettivo vero che dobbiamo porci è che questo vertice non sia solo un episodio ma il primo di una serie. Sono soddisfatto, ma resto con i piedi per terra. Purtroppo, molte questioni non sono facili da risolvere, eppure dobbiamo cercare di dare seguito a quanto è stato fatto».
«Siamo soddisfatti», dice Piero Peretti, segretario regionale dell'Ugl, «soprattutto perché il tavolo avrà un prosieguo e perché la linea diretta con il governo è stata aperta. C'è un pizzico di delusione, perché ci saremmo aspettati di più sulle infrastrutture fermo restando che i Fas erano una cosa che già spettava all'Abruzzo. Il fatto positivo è che, dopo molti mesi, il Patto per lo sviluppo porta a casa un risultato concreto».
Peretti si sofferma anche sulla Zona franca urbana dell'Aquila: «Spero che il governo ottenga qualcosa, ma effettivamente è difficile perché i criteri presi in considerazione non dimostrerebbero una situazione disastrosa, tale da farla concedere a occhi chiusi».