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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Governo: via libera ai Fas. Zona Franca aquilana, Berlusconi ne parlerà a Barroso

PESCARA - La settimana prossima il Cipe darà via libera ai fondi Fas destinati all'Abruzzo: 612 milioni di euro da investire nel settore dell'innovazione, della ricerca, della sicurezza del territorio. Il governatore Gianni Chiodi incassa dopo l'incontro di ieri a Palazzo Chigi e confida in un altro risultato importante: l'inserimento della città dell'Aquila nella cosiddetta Zona Franca. Domani stesso una delegazione del Governo sarà a Bruxelles per cercare di chiudere anche questa partita, e Berlusconi in persona si sarebbe impegnato a perorare la causa aquilana con il presidente della Commissione Ue, Barroso. La sintesi dell'incontro romano sul Patto per l'Abruzzo è un po' questa, con un'ultima novità: il ministro Matteoli ha messo sul tavolo 200 milioni per le infrastrutture in Abruzzo.
Chiodi parla di «grande risultato» e di «grande maturità della classe dirigente». Il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, presente all'incontro in rappresentanza delle opposizioni, invece: «Il Governo ha annunciato che verrà approvato il Par-Fas ma non dice quante sono le risorse disponibili, né quando saranno erogate. Matteoli ha poi rivelato che sui sei miliardi di opere infrastrutturali previste per l'Abruzzo con la legge quadro del 2009 c'è stata una rimodulazione che nel luglio scorso ha ridotto il finanziamento a 970 milioni. Ma ha aggiunto che, di questi, quelli attualmente disponibili sono solo 206 milioni. Non mi sembra si possa parlare di grande risultato».
Nessuno è arrivato con il cappello in mano, tutti hanno portato argomentazioni forti a Palazzo Chigi: post terremoto, crisi produttiva delle aree industrializzate, uscita dall'Obiettivo 1, mancato inserimento della regione nel Piano per il Sud, tempistica sulla erogazione dei finanziamenti. L'Abruzzo si è presentato all'incontro sul Patto per lo sviluppo in un momento congiunturale difficilissimo per la finanza pubblica. Da una parte del tavolo Chiodi e gli altri componenti della delegazione abruzzese, tra cui il presidente regionale di Confindustria, Mauro Angelucci e i segretari di Cuil (Gianni Di Cesare), Cisl (Maurizio Spina) e Uil (Roberto Campo). Dall'altra l'avezzanese Gianni Letta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che è sempre il jolly su cui puntare in frangenti come questi. Poi i ministri Raffaele Fitto, Maurizio Sacconi, Altero Matteoli, Paolo Romano, Ferruccio Fazio. Nessun imbarazzo per Chiodi nel ritrovarsi come controparte di fronte a Letta e al Governo amico: «A Palazzo Chigi ho portato il documento sottoscritto nei giorni scorsi con le parti sociali. Non mi piace neanche il termine vertenza, perché ricorda vecchi schemi, antiche contrapposizioni. Quando fu stipulato l'accordo avevo proposto di chiamarlo Patto di responsabilità». Chiodi dice di voler badare al sodo: «La prima richiesta è stata lo sblocco dei Fas, saremo la prima regione ad ottenerli». Tutto quello che verrà in più è oro che luccica. Si parte da qui, con qualche novità annunciata a sorpresa dallo stesso governatore: «A me sta particolarmente a cuore il sistema universitario abruzzese, se ci riuscirò inserirò cinque milioni di euro dei Fas per la federazione delle nostre università: ci sono troppi doppioni, basti pensare a quel che succede nelle facoltà di Medicina». Ecco aperto un altro fronte destinato a fare discutere a lungo.
Complessivamente la partita che si sta giocando con il Governo e con Bruxelles vale circa due miliardi di euro, perché in gioco non ci sono solo i 612 milioni dei Fas. Ma questo solo sulla carta, come ammette lo stesso Chiodi. Uno dei nodi da sciogliere è ancora quello del Masterplan (progetti per poco più di un miliardo) ritenuto il vero volano dello sviluppo: si prospetta un intervento legislativo. Maurizio Spina, segretario della Cisl Abruzzo ha molto insistito con Palazzo Chigi sulla questione occupazionale: «Siamo convinti che anche per il 2012 potremo contare sul finanziamento degli ammortizzatori in deroga, dato che le ore di Cig dal 2009 al 2010 sono aumentate di quasi il 50%, passando da 5.000 a 8.000, e nel 2011 continuano ad aumentare le richieste da parte delle aziende di autorizzazione degli ammortizzatori in deroga». Altra richiesta del sindacato: l'attivazione del Credito d'imposta per dare una risposta alle difficoltà di inserimento dei giovani nel tessuto produttivo. Ma Di Cesare torna sul nodo-infrastrutture: «Quel che ha detto Matteoli non ci piace. Le risorse sono scarse, è un modo di agire che non può soddisfarci».

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