Si apre un ennesimo fronte civile nell'ambito delle «dichiarazioni rassicuranti» fornite dai componenti della commissione Grandi rischi il 31 marzo 2009. È la conseguenza di una citazione, la seconda per danni, per 14 milioni e mezzo di euro contro la presidenza del Consiglio.
L'azione legale è stata avviata dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci del foro dell'Aquila, per conto di una quindicina di famiglie che hanno perso nella tragedia del 6 aprile 2009 congiunti o parenti. La citazione per dann, è stata portata all'attenzione del tribunale civile ed è stata individuata la presidenza del Consiglio in quanto la commissione Grandi rischi è una emanazione diretta di essa oltre a essere un organismo operativo governativo. Il presunto comportamento omissivo dei componenti della Grandi rischi è, dunque, la chiave di accesso per chiamare direttamente in causa la presidenza del Consiglio. L'udienza è stata fissata per il 26 gennaio 2012.
I due avvocati hanno citato come testi, l'ex numero uno del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso e i sette membri della Commissione Grandi Rischi, per i quali si è aperto proprio due giorni fa presso il Tribunale penale, il processo per omicidio colposo. Si tratta di Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce. Ad occuparsi del procedimento il magistrato Serafini che dovrà esaminare l'imponente mole di carte, documenti, ricerche scientifiche, testimonianze, a corredo dell'atto d'accusa dei due avvocati aquilani.
L'atto di citazione presentato dall'avvocato Di Rocco e dalla Catalucci segue il primo, per il quale è stata fissata l'udienza tra sette giorni, il 29 settembre in cui si discuterà sull'ammissione delle prove. A tirare in ballo la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha presentato tramite l'Avvocatura generale dello Stato memorie difensive, una trentina di famiglie. Il risarcimento chiesto dalle parti ammonta a 22 milioni e mezzo di euro.