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Data: 22/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Nuove misure in arrivo a ottobre il Tesoro: manovra sufficiente

ROMA I due decreti legge approvati in estate sull'onda dell'emergenza basteranno a garantire il pareggio di bilancio nel 2013, nonostante una crescita dell'economia più bassa di quella prevista alcuni mesi fa. Il ministero dell'Economia ha ribadito con una nota questa convinzione alla vigilia del Consiglio dei ministri di oggi, che formalizzerà la revisione verso il basso delle stime. Questo non vuol dire però che il cantiere della manovra sia chiuso: a metà ottobre dovrà essere presentata la legge di stabilità e quella sarà probabilmente l'occasione per valutare nuove misure, da affiancare ai provvedimenti allo studio per il rilancio della crescita; di questo pacchetto potrebbero far parte sia interventi sulla previdenza, se ci sarà il necessario accordo politico, sia forme di prelievo sugli immobili, insomma qualcosa che somigli alla controversa imposta patrimoniale.
Oggi dunque il governo approverà l'aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def); in uno scenario profondamente diverso da quello in cui quel testo era stato scritto, all'inizio di aprile, la stima di crescita per il 2011 sarà abbassata dall'1,1 allo 0,7 per cento, valore allineato con le previsioni delle istituzioni internazionali. Scenderà poi allo 0,6 per cento la stima per il 2012, che nel Def era fissata all'1,3. Infine nel 2013, anno del pareggio di bilancio, la crescita dovrebbe riprendere un po' di velocità riportandosi all'1,2: livello comunque inferiore al precedente 1,5.
In minor incremento del Pil si traduce normalmente in maggior deficit principalmente per la contrazione delle entrate fiscali. Dunque in teoria il Tesoro dovrebbe ora far fronte al venir meno di queste risorse con ulteriori interventi. È anche vero però che l'entità della correzione complessiva derivante dalla due manovre, al di là dei dubbi sulla sua realizzabilità, era superiore a quella richiesta per l'azzeramento del deficit; soprattutto dopo l'aumento dell'Iva che da solo garantisce oltre 4 miliardi l'anno. Dunque non ci sarebbe bisogno di una vera e propria manovra correttiva, che ieri voci ricorrenti quantificavano in 5-10 miliardi.
Nella prossima legge di stabilità però potrebbero essere introdotti anche provvedimenti che portano maggior gettito. Si lavora sul capitolo immobili, per verificare i margini di movimento in presenza del vincolo sulla prima casa. I due possibili canali, che non si escludono tra loro, sono l'anticipo al 2012 dell'Imu (la nuova imposta municipale messa a punto con la riforma federalista) e la revisione delle rendite catastali, ferme dalla metà degli anni Novanta quando fu introdotta una rivalutazione automatica del 5 per cento. Da allora i prezzi degli immobili hanno avuto una crescita che il governo proverebbe in qualche modo a incorporare, seppur parzialmente, nel gettito fiscale. La rendita catastale rappresenta la base di calcolo dell'Ici ma anche dell'imposta di registro, nei trasferimenti tra privati.
L'altro dossier sempre aperto, almeno a livello tecnico, è quello delle pensioni. L'obiettivo più ambizioso è la sostanziale cancellazione delle pensioni di anzianità nel 2015. Di questo percorso dovrà però essere verificata l'agibilità politica, e comunque è anche possibile che un ulteriore riassetto della materia venga affrontato insieme alla legge delega su fisco e assistenza.
La tenuta dei conti dipenderà anche dai risultati della lotta all'evasione. In questo ambito ieri sono arrivati dati interessanti dalla commissione Finanze della Camera dove il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, ha presentato il rapporto finale del gruppo di lavoro sull'economia non osservata, che era stato istituito insieme ad altri tre per preparare la riforma fiscale. Il valore complessivo dell'economia sommersa è valutato (con riferimento al 2008) in 255-275 miliardi, tra il 16,3 e il 17,5 per cento del Pil.

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