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Data: 22/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Rai, Garimberti: Minzolini impari a tacere. È botta e risposta tra i vertici. Cda, oggi le nomine: Di Bella in lizza per la terza rete

Il direttore del Tg1 replica: «Rispetto per me dalle istituzioni»

ROMA. «Minzolini deve imparare a tacere quando è il momento, non si attaccano le istituzioni» dice il presidente della Rai Paolo Garimberti bacchettando il direttore del Tg1 che replica a sua volta «io rispetto le istituzioni, ma le istituzioni rispettino me». Lo scontro di ieri tra Garimberti e Minzolini è, in realtà, solo la coda di un botta e risposta innescato la sera prima dalle critiche rivolte da Sergio Zavoli, presidente della Commissione di vigilanza Rai, al direttore del Tg1. I continui editoriali indifesa del premier, l'ingerenza della politica nella Rai e, soprattutto, il tracollo di ascolti del telegiornale della rete ammiraglia, hanno spinto Zavoli a definire quello di Minzolini un tg che «non giova al prestigio del servizio pubblico». Ma il direttorissimo non ci sta e bolla Zavoli come un «presidente di parte». Un commento di troppo, anzi «inaccettabile» per Garimberti che da Torino, dov'è in corso il Prix Italia, zittisce Minzolini. In Rai il problema del pubblico in fuga da Raiuno sta diventando una sorta di emergenza. Zavoli stesso ha sottolineato come il calo di ascolti della rete sia in buona parte imputabile al tiggì firmato da Minzolini. «Se la gente va via un motivo ci sarà» conferma Garimberti lanciando una stoccata al dg Lorenza Lei. «È il direttore generale che eventualmente deve occuparsi di intervenire su questa cosa». Già rispondendo a Zavoli sulla possibile rimozione di Minzolini, la Lei ha detto «posso dire basta, ma devono dirlo anche i consiglieri». Il membro del Cda Rizzo Nervo coglie la palla al balzo e ribatte alla Lei che il consiglio può occuparsene sì, ma «solo su proposta del direttore generale».
Intanto infuria polemica politica. Per Fabrizio Cicchitto, Pdl, «assistiamo a troppi attacchi al direttore del Tg1 e la richiesta di tacere è davvero sopra le righe». In difesa di Minzolini si sollevano anche Maurizio Gasparri e Maurizio Lupi che parlano di «attacchi strumentali». Secondo il deputato Pdl Amedeo Laboccetta «il Tg1 è l'unico baluardo di libertà democratica rimasto in Rai». Per la chiusura del Tg1 invece, si pronuncia Giorgio Merlo, vicepresidente Pd della commissione di Vigilanza Rai: «Di fronte a un preoccupante calo di ascolti, l'azienda ha il dovere e il diritto di intervenire». A decidere sul futuro del direttore potrebbe essere, nelle prossime settimane, la magistratura: Minzolini rischia il rinvio a giudizio per peculato, ovvero per aver utilizzato la carta di credito aziendale per spese personali. Intanto oggi, il Cda dovrà discutere delle nomine per le poltrone vacanti di direttore di Rai3 e del Tg2. In pole position, pare, per la terza rete lasciata da Ruffini, c'è Antonio Di Bella.


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