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Data: 23/09/2011
Testata giornalistica: Corriere adriatico
L'Alta velocità resta solo un sogno. La Cna chiede un tavolo di confronto. Viventi gela tutti: con questi tagli è a rischio il servizio su ferro

Con le casse vuote e isolati, tagliati fuori per sempre dalle reti dell'Alta Velocità. "E' un rischio che corriamo, se la Puglia sceglie la Tirrenica, noi, con Abruzzo e Molise, saremo le sole regioni escluse da questo sistema", tuona Silvano Gattari, Cna Marche. Lui, con il collega dell'Abruzzo, però, ha deciso di non rassegnarsi. Armi e bagagli in spalla, Gattari annuncia che "le imprese di Marche e Abruzzo uniranno la propria voce per contrastare in tutte le sedi scelte strategiche destinate a penalizzare le nostre terre in modo irreparabile". Immediata, dunque, la richiesta di "aprire un tavolo di confronto con i diversi soggetti istituzionali interessati come Ministero delle Infrastrutture, Regioni e Trenitalia, per rivedere tutte le scelte in materia di investimenti ferroviari per i prossimi anni". Il primo passo, spiega Gattari, "sarà quello di sollecitare un incontro con le due Regioni, Marche e Abruzzo". Il grido di allarme della Cna giunge a poche ore dall'avvio dell'ennesima trattativa tra Governo e Regioni sul trasporto pubblico locale, con tagli pesanti in arrivo per tutti gli enti locali: proprio oggi, infatti, si tiene nella Capitale il summit per discutere della questione che ha già spinto le Regioni alla consegna simbolica dei contratti di servizio. Al summit sarà presente l'assessore regionale, Luigi Viventi. "Il medio Adriatico fuori dall'Alta velocità? - si chiede Viventi - . Così è, così non ci sta bene ma, con questi tagli, la nostra, pur legittima indignazione, non troverà spazi adeguati. In questo momento, è davvero complicato avanzare richieste di questo tipo". Già, perché "l'Alta velocità finisce a Bologna. Lo scorso anno, avevamo chiesto il prolungamento Ancona-Bari ma, nelle previsioni di Fs, non c'è tutta la litoranea Adriatica. Sono realista. Domani (oggi per chi legge, ndr), andiamo ad affrontare la trattativa sui tagli che riguardano proprio la ferrovia". I conti sono da tempo noti: per far fronte a questo settore, ci vorrebbero 1850 milioni di euro, la disponibilità del Governo viaggia per i 400. "Questo significa - insiste l'assessore - che avremo un taglio tra il 75 e l'80%. Per questo motivo, abbiamo riconsegnato i contratti di servizio. Se la sforbiciata dovesse essere confermata, non resta pià alcunchè". Per le Marche, alla fine dei giochi, "rimarebbero tra gli 8 e i 9 milioni di euro". Spiccioli. Forse, chiosa Viventi, "non è stata ancora compresa l'effettova gravità della situazione. La partita che si sta giocando in questa fase riguarda il ferro; per la gomma, i soldi sono quelli delle Regioni". Dunque, speranze ridotte al lumicino perché, è noto, il sistema dell'Alta velocità, ideato negli anni '80, è ormai cosa fatta e, in termini di numeri, una regione come la Puglia pesa molto più di realtà come Marche, Abruzzo e Molise. Viventi ne è consapevole, lui che pure su questo fronte ha condotto lunghe battaglie già nei mesi scorsi. Se il Palazzo mette in freno, la Cna spinge sul pedale dell'acceleratore. Attacca Gattari: "Con la Cna di Abruzzo e forse anche della Puglia, promuoveremo iniziative congiunte, anche clamorose". Anche perché, sottolinea la Cna Marche, "appare oltretutto innaturale e tutta da verificare, la scelta della Regione Puglia di agganciare la direttrice tirrenica dell'Alta velocità, piuttosto che lavorare per un potenziamento di quella adriatica. Una scelta che, in ogni caso, insiste Gattari, "taglierebbe definitivamente fuori tutti i territori intermedi, quali appunto quelli di Marche e Abruzzo". Uno scenario pesante considerando le conseguenze. Osserva ancora la Cna: "Ci sarebbero effetti molto negativi per la mobilità delle persone e delle merci, condannate ad una definitiva condizione di inferiorità nelle due regioni". L'obiettivo di Cna Marche e Abruzzo, "è quello di far ripensare questa strategia. Noi non ci arrendiamo anche se capisco le difficoltà di questo momento con la scure capitolina pronta ad abbattersi. Ma se ci rassegniamo, che tipo di sviluppo ci attende?".

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