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Pescara, 15/05/2026
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Data: 16/11/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Arrestati il sindaco, Enzo Cantagallo della Margherita, l'assessore Di Blasio, il capo di gabinetto Di Pentima e l'imprenditore Ferretti. Clamorosa operazione della magistratura a Montesilvano in provincia di Pescara.

PESCARA - Un ciclone giudiziario ha decapitato il vertice dell'amministrazione comunale di Montesilvano. Il sindaco Enzo Cantagallo (Margherita) è stato arrestato assieme ad altre cinque persone: Paolo Di Blasio, assessore alle finanze (ex Dc, ex Forza Italia, lista civica Arcobaleno); Vincenzo Duilio e Gianni Ferretti, imprenditori (padre e figlio); Lamberto Di Pentima, avvocato, capo di gabinetto del Comune di Montesilvano; Alfonso Di Cola, geometra dell'ufficio tecnico comunale. Quest'utltimo e Ferretti padre (69 anni) hanno beneficiato degli arresti dimiciliari, gli altri quattro sono stati tradotti nel carcere di San Donato. Pesanti le accuse: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata. Per il sindaco Cantagallo, Di Blasio e Di Pentima viene ipotizzato un ulteriore reato, quello di calunnia. L'operazione denominata "Ciclone", condotta dalla squadra mobile della questura di Pescara, in esecuzione dei provvedimenti restrittivi richiesti dal procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggie e dal sostituto Gennaro Varone ed emessi dal Gip Luca De Ninis, è scattata ieri mattina alle 5. Tutti gli arrestati sono stati presi nelle loro abitazioni, condotti in Questura e, dopo le formalità di rito, tradotti in carcere o accompagnati ai domiciliari. Dunque corruzione al Comune di Montesilvano. Tangenti che sarebbero state versate al sindaco e all'assessore non già in una o più tranche, ma per effetto di una sorta di patto: il 5 per cento da parte degli imprenditori Ferretti per tutti gli appalti loro affidati, tra cui qUelli relativi ai lavori per la realizzazione del collettore delle acque bianche e delle relative opere di manutenzione. Insomma un patto destinato ad avere attuazione nel tempo attraverso la ripetuta concessione di lavori pubblici, evidentemente non nel rispetto delle norme che regolano le gare d'appalto. Le indagini affidate appunto alla Squadra mobile erano partite circa un anno fa e negli ultimi tempi avevano subìto un'accelerazione con ripetuti sequestri di documenti negli uffici comunali di Montesilvano. Secondo gli inquirenti sarebbe stato accertato che l'imprenditore Ferretti versava tangenti anche al tecnico comunale Alfonso Di Cola, responsabile del procedimento. La Squadra mobile si è avvalsa non solo della documentazione sequestrata, ma anche di intercettazioni telefoniche e ambientali. Una volta completato il quadro con l'acquisizione di prove, un voluminoso rapporto è stato rimesso alla Procura della Repubblica che ha formulato le richieste di carcerazione cautelare condivise e confermate dal Gip. Ma da giorni nei corridoi del palazzo municipale di Montesilvano si avvertiva un palpabile stato di tensione, il timore diffuso che prima o dopo potessero scattare le manette. E forse non è finita, potrebbero esserci anche altri filoni d'inchiesta legati agli appalti pubblici e alla intensa attività edilizia che ha caratterizzato la vita politica, amministrativa ed economica di Montesilvano.

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