AVEZZANO - Ieri mattina in pieno anno scolastico e con i ragazzi che raggiungono le scuole ad Avezzano per frequentarle, il treno degli studenti è stato soppresso. C'è stata una mezza rivoluzione. Centinaia di ragazzi a spasso e tutti a cercare un mezzo di trasporto, a telefonare ai genitori a casa o al lavoro. Alla fine uno dei treni di passaggio è potuto ripartire solo dopo l'intervento dei carabinieri
«Non è possibile; non se ne può più; sarà meglio che la chiudano questa linea». Queste sono alcune della frasi pronunciate ieri nelle stazioni da parte di genitori e ragazzi che attendevano il treno 24055, quando hanno sentito l'altoparlante che ne annunciava la soppressione. Questo convoglio parte da Avezzano alle 14,18 e già è troppo tardi (precedentemente partiva alle 14,02), perché i ragazzi sostano troppo tempo in giro e, poi, quelli di Carsoli ed oltre, in inverno, arrivano a casa quando è già buio.
Ieri mattina, il treno 24068, che porta oltre quattrocento ragazzi alle scuole superiori ad Avezzano, anziché alle 8,05, è giunto con venti minuti di ritardo, cioè al di fuori dell'orario dell'inizio delle lezioni. Martedì 20 scorso, tanto per cambiare, è stato soppresso il treno 24047 in partenza da Avezzano alle 12,56 per Roma Prenestina, cioè il primo dei due treni che riportano a casa i ragazzi da scuola. Disagio notevole anche per gli studenti dell'Istituto Tecnico statale per il Turismo di Tagliacozzo, frequentato da ragazzi che arrivano anche da Tivoli.
«Spesso - ha comunicato il dirigente scolastico di questo Istituto Domenico Amicucci, - abbiamo problemi con i ragazzi che viaggiano con il treno, in quanto arrivano quando le lezioni sono già iniziate».
Ma allora i buoni propositi annunciati dall'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra nel Protocollo d'intesa con il suo omologo della regione Lazio, purtroppo, non servono a nulla? Nella dichiarazione di intenti, infatti si afferma che «rimane infine inteso che la riorganizzazione del servizio trasporto tra le due regioni .... è comunque subordinata ... al reperimento delle necessarie risorse finanziarie da parte delle due regioni». Inoltre, non si dà soluzione ai problemi enunciati e ad altri come: materiali vecchi (perciò i treni si guastano e vengono soppressi), inoltre i convogli abruzzesi che hanno proprie denominazioni e cioè 24007, 24009, 2371, non ddovrebbero fermare nelle stazioni oltre Tivoli (procedendo verso Pescara) perché già in questa, si riempiono oltre la normale capienza ed in quelle successive salire sul treno diventa un arrembaggio. L'altro giorno, a Lunghezza il treno 24009 non poteva ripartire, molti viaggiatori sono rimasti a terra ed il convoglio ha ripreso la corsa solo dopo l'intervento dei carabinieri».