A fronte dell'evidente degrado del servizio ferroviario sulla tratta Roma Pescara, l'assessore regionale ai trasporti continua a lanciare appelli rassicuranti citando milioni di euro di investimenti per il potenziamento della linea. Questo atteggiamento, però, non illude più nessuno dal momento che è evidente l'incapacità dell'assessorato di pretendere un servizio minimo che possa definirsi decente. Infatti, Trenitalia porta avanti la propria politica di riduzione dei costi, abbassando la qualità del servizio, perché può approfittare del disinteresse di un interlocutore istituzionale che dovrebbe far valere uno straccio di contratto di servizio. Chi viaggia quotidianamente vede benissimo che la gran parte del disservizio è da imputare alla negligenza di Trenitalia e del proprio personale che prendono a pretesto la vetustà della linea o gli incidenti come quello verificatosi a Tiburtina qualche tempo fa. In realtà, il problema di base è che l'oggetto del rapporto contrattuale tra Trenitalia e Regione Abruzzo, non è più il servizio al viaggiatore, bensì lo scarrozzamento fine a se stesso di convogli senza tempi certi e standard qualitativi di riferimento.
Per questo l'arrivo a Roma dei treni del mattino, viene continuamente posticipato in maniera discrezionale da parte di Trenitalia. Se la qualità del servizio non si misura anche con tempi di percorrenza accettabili e con la puntualità, è chiaro che, se si assenta un macchinista, come spesso succede, si attendono ore per l'arrivo del sostituto. E visto che nessuno protesta, invece di premunirsi con un corpo di macchinisti reperibili spesso si sopprime direttamente il treno costringendo i passeggeri a prendere quello successivo.
Che dire poi, del servizio fatto con convogli progettati per i brevi percorsi metropolitani ad alta frequentazione, che oggi vengono impiegati ordinariamente per affrontare le 5 ore di viaggio tra Roma e Pescara, costringendo i passeggeri ad un supplizio indicibile? E ancora: che dire dello stato igienico delle carrozze e la calca che si crea dovendo ospitare i passeggeri di più treni? Del resto, la Regione Abruzzo, a parte questi inconvenienti, non può reclamare grossi ritardi. Trenitalia ha preparato con tempo questo assetto organizzativo, portando i tempi di percorrenza tra Avezzano e Roma, da 1,20 ore di venti anni fa, alle 2 ore attuali. Tutto questo finalizzato a trasformare i treni regionali abruzzesi in locali, o a rendere possibili soste anche di decine di minuti, per dare precedenza a treni merci o metropolitani. La politica dei trasporti abruzzese ha fatto già desistere molti dal viaggiare in treno sulla linea Roma Pescara. L'incentivazione del trasporto su gomma verso Roma nelle ore di massimo traffico, senza che vi sia una politica di integrazione con il treno, la dice lunga sul programma regionale. Abbia il coraggio di dichiarare il proprio disimpegno la Regione Abruzzo su questa linea ferroviaria, in modo da dissuadere quei pochi disposti ancora a subire il supplizio straziante di un viaggio interminabile, dall'intento di voler lavorare o studiare senza trasferirsi in città.
(*) CONSIGLIERE COMUNALE CERCHIO