PESCARA. La telefonata attesa da Bruxelles arriva dopo pranzo. «Abbiamo ottenuto l'esito sperato», afferma il presidente della Regione Gianni Chiodi. Il riferimento è l'incontro che si è svolto nella città sede dell'Unione Europea per fare il punto sulla vicenda dell'istituzione della Zona franca urbana all'Aquila. La missione era di riprendere il discorso del riconoscimento della Zona franca dopo che la commissione europea aveva denunciato la mancanza della documentazione adeguata. Una missione sollecitata durante la riunione di mercoledì a Roma dal Patto per lo sviluppo.
La delegazione abruzzese era guidata dal vice presidente vicario del consiglio regionale Giorgio De Matteis (incaricato dallo stesso Chiodi), quella del ministero dello Sviluppo economico dal capo dipartimento Aldo Mancurti. Era presente anche la Rappresentanza permanente italiana a Bruxelles, nelle persone del ministro Fabio Cassese e dell'Esperto delle Regioni presso l'Ue Giorgio Perini. Per conto del Commissario Almunia, responsabile degli aiuti di Stato, sono intervenuti il direttore generale Humbert Drabbe e il vice del Capo unità aiuti di Stato, Blanca Rodriguez, che segue il dossier Abruzzo.
Dall'incontro è emersa la «sostanziale volontà», da parte della Regione, del governo e della commissione europea di arrivare ad una soluzione positiva.
Nel corso del vertice sono stati approfonditi temi di carattere sociale ed economico, che riguardano la città dell'Aquila. A questo incontro seguirà ai primi di ottobre una riunione tecnica, propedeutica all'approvazione della misura.
«Mi sento in dovere di ringraziare il presidente Berlusconi, il sottosegretario Letta, il ministro Romani e il commissario Tajani, che sono intervenuti in prima persona nei confronti dei vertici della Commissione», conclude Chiodi.
Da Bruxelles all'Aquila dove il sindaco Massimo Cialente appare piuttosto prudente sull'esito dell'incontro: «Voglio sperare che questa volta non si tratti dell'ennesima rassicurazione che, come sempre in questi anni, ci è stata data a cadenza bimestrale dallo stesso presidente Chiodi e dal vice presidente del consiglio regionale De Matteis».
«Certo», prosegue Cialente, «non tranquillizza che da questa missione sia emersa solo la "sostanziale volontà", da parte della Regione, del governo e della commissione europea di arrivare ad una soluzione positiva, aspetto, questo, che avrebbe dovuto essere scontato da almeno un anno».
Il sindaco si augura che nella riunione tecnica sulla Zona franca urbana, fissata ai primi di ottobre, si possa lavorare su «dati seri, precisi e credibili, quali finora, colpevolmente, non sono stati forniti». «Spiace dover constatare», conclude, «che questa trasferta a Bruxelles sia stata programmata dopo quello che è stato un vero e proprio schiaffo da parte della Commissione e dopo che io stesso ho dovuto lanciare un drammatico allarme, divulgando dati e notizie che, inspiegabilmente, erano stati secretati».