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Data: 23/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila, due arresti vicini alla curia. Traversi e Cavaliere accusati di truffa con i fondi del terremoto. Nell'inchiesta coinvolta anche la politica. Indagato Mimmo Srour

Un piano da 3,5 milioni ha avuto l'ok per il finanziamento ma l'indagine blocca l'arrivo dei soldi

L'AQUILA. «Noi incassiamo e sparimo». Spariamo, in romanesco. Sparire, sì, ma con in tasca i milioni dei fondi Giovanardi per il sociale. Intascare i soldi destinati ai progetti per le popolazioni colpite dal sisma, bimbi e anziani in primis, che così sarebbero andati a farsi benedire. Per questo il pm Antonietta Picardi, su indagini dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico, ha detto stop alle «operazioni corsare». Le stesse di cui parlano, in un'intercettazione ambientale, il professor Fabrizio Traversi, 62 anni, romano, consulente della presidenza del Consiglio, segretario generale della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo e il medico Gianfranco Cavaliere, 35 anni, uomo di Giovanardi all'Aquila e altro perno della fondazione che ha casa in Curia. Dove aveva trovato sponda e benedizione dai vescovi Molinari e D'Ercole che mollano in tempo utile, un mese fa, la poltrona di presidente e vice della fondazione stessa. Da ieri, Traversi e Cavaliere sono ai domiciliari su ordinanza del gip Marco Billi mentre altre tre persone sono indagate. Si tratta di Silvano Cappelli, sindaco di San Demetrio ne' Vestini, 40 anni, Nicola Ferrigni, presidente di Eurispes Abruzzo e Mahmoud Srour detto Mimmo, 63 anni, ingegnere, ex assessore regionale e provinciale. Per la Procura hanno messo in piedi una ragnatela di associazioni per accaparrarsi i 12 milioni messi a disposizione dal governo attraverso il sottosegretario Carlo Giovanardi. Soldi che stavano per essere incassati e gestiti direttamente dai due principali accusati quando la Procura ha fatto scattare gli arresti. Contestati anche, a vario titolo, il millantato credito e un tentativo di estorsione ai danni di un amministratore che inizialmente figurava tra i vicepresidenti della Fondazione.
IL PROGETTO PREMIATO. Su due dei progetti finanziabili della graduatoria definitiva resa nota dal commissario Chiodi, il sesto e il diciassettesimo, per chi indaga c'è il marchio di «quei due». Il sesto, quello da 3,5 milioni che ha ottenuto il via libera come ultimo classificato dei 6 premiati, riguarda i Comuni di Acciano, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi, Tornimparte. L'altro, quello per altri 3,5 milioni riguardante Fontecchio, San Demetrio e Villa Sant'Angelo, è stato bocciato. L'inchiesta si chiama «Attenti a quei due».
LE ACCUSE. Nel capo d'imputazione riportato nell'ordinanza del gip, a Traversi, Cavaliere, Cappelli e Ferrigni si contesta il concorso nel tentativo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In particolare «Traversi e Cavaliere compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a procurare loro un ingiusto profitto, inducendo in errore tramite artifici e raggiri la presidenza del Consiglio-dipartimento politiche della famiglia e commissario per la ricostruzione e presidente della Regione al fine di ottenere, inizialmente, la somma di 12 milioni, in seguito ridotta a cifre minori, ma comunque nell'ordine dei milioni di euro, relativa ai fondi dell'articolo 8 comma 2 della legge 77». I due «promuovevano la costituzione della fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo» e ulteriori altre associazioni e fondazioni («L'Aquila città territorio», «Eurispes Abruzzo», «Cepia Manlio Germozzi», «L'Aquila ricerche scarl») nonché «volevano utilizzare altre realtà non a fine di lucro («Apieuromed onlus», «Diquamont scarl») raggirando innumerevoli soggetti privati e istituzionali mediante mendaci informazioni circa le finalità della fondazione stessa e l'esistenza di partner». Il tutto «con il concorso di Cappelli quale capofila di altri sindaci e soggetto proponente il progetto L'Aquila città territorio e di Nicola Ferrigni presidente di Eurispes Abruzzo». Secondo il gip «non riuscivano nell'intento per ragioni estranee alla loro volontà: reazione del Comune dell'Aquila, diffidenza dei componenti regionali e altre motivazioni oggettive». A Cappelli viene contestata la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in quanto «abusando della propria qualifica, attestava falsamente partenariati istituzionali e professionali nel progetto».
ESTORSIONE. Agli atti anche un tentativo di estorsione ai danni di un amministratore di Poggio Picenze. I due principali accusati chiedevano ai Comuni di conferire nella fondazione beni mobili e immobili, palazzi e terreni. Alla fine, anche in caso di fondazione sciolta, tutto sarebbe confluito nel «forziere» di un'altra società, «L'Aquila città territorio».

Nell'inchiesta coinvolta anche la politica Indagato Mimmo Srour
Per gli inquirenti l'ex assessore è estraneo alla truffa ma avrebbe «spinto» la Provincia dell'Aquila ad aderire alla onlus

L'AQUILA. Nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Fabrizio Traversi e di Gianfranco Cavaliere entra anche la politica. La Procura ha individuato in Mimmo Srour, ex assessore regionale e provinciale (ora indagato insieme al sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli e a Nicola Ferrigni), un possibile referente di Traversi. E ciò anche per la vicinanza dell'ex amministratore con molti sindaci del comprensorio. Il primo contatto fra Mimmo Srour e Fabrizio Traversi avviene tempo prima del terremoto, quando furono resi disponibili dal governo fondi per la riqualificazione dei centri storici. Un Comune del Chietino aveva presentato un progetto ed era riuscito ad ottenere un finanziamento. Anche il Comune di Villa Sant'Angelo presentò un progetto per la valorizzazione della frazione di Tussillo. Traversi all'epoca si presentò dal sindaco di Villa Sant'Angelo per offrire il suo aiuto anche in veste di rappresentante dell'Ente italiano della montagna. Ma, poichè i progetti passavano per la Regione, fu necessario rivolgersi all'allora assessore ai lavori pubblici della giunta di centrosinistra, guidata da Ottaviano del Turco, che era appunto Mimmo Srour.
Il ruolo di Srour, quindi, in quel momento fu esclusivamente istituzionale. I fondi per il progetto di Tussillo (e per altre iniziative in regione) poi non arrivarono perché bloccati a livello nazionale da una serie di ricorsi e contestazioni.
Dopo il terremoto, Traversi ricontatta Srour quando quest'ultimo, nella primavera del 2010, dopo aver appoggiato il centrodestra con una sua lista civica composta da diversi sindaci dell'Aquilano, diventa assessore provinciale alla Ricostruzione nella giunta guidata da Antonio Del Corvo.
Traversi vede in Srour, come in tanti altri esponenti istituzionali, una sorta di sponda per i suoi progetti. E quando qualche settimana dopo Sruor lascia l'assessorato in polemica con Del Corvo, Traversi decide di rivolgersi a Mauro Fattore, l'ex sindaco di Fagnano, chiamato ad occupare in giunta il posto ormai vacante. Così Fattore, uno dei candidati della lista Srour, entra anche nella Fondazione in rappresentanza della Provincia.
Per gli inquirenti Srour è estraneo alla truffa, ma è stato comunque coinvolto nell'inchiesta in quanto, proprio durante la sua breve permanenza nella giunta provinciale, avrebbe spinto l'Ente ad aderire alla Fondazione con una procedura ritenuta «dubbia» dalla procura.
Srour è un ingegnere originario della Siria che arriva in Italia dove, dopo l'università, conosce sua moglie che abita a Casentino, frazione del Comune di Sant'Eusanio (uno dei centri più colpiti dal sisma). È un uomo preparato, parla benissimo l'Italiano, è fautore del dialogo fra i popoli e si fa apprezzare dai suoi compaesani tanto da diventare sindaco di Sant'Eusanio. Prima esponente del Ppi, Srour approda all'Udeur che sosteneva allora il centrodestra. Con la giunta Pace viene nominato presidente dell'Ente d'ambito aquilano. Poi, sempre attraverso Mastella, il ritorno nel centrosinistra con una lista di sostegno a Del Turco. Quindi, la nomina di assessore ai lavori pubblici, poi la mancata elezione alle regionali del 2008 (allora con il Pd). E pochi mesi prima delle Provinciali 2010 una nuova inversione con la presentazione di una lista a sostegno del candidato del centrodestra. In quanto all'indagine che lo vede coinvolto, Srour dice di non sapere nulla: «Ho appreso da voi giornalisti del mio coinvolgimento in questa inchiesta. Non ho rapporti con la Fondazione e l'unica cosa che ricordo è che la Provincia fu contattata per una partecipazione diretta nella onlus. Sinceramente ora non so dire se all'epoca ero ancora assessore, visto che ho lasciato quell'incarico dopo appena qualche settimana dalla nomina. Non riesco neppure a preoccuparmi, perché non so di cosa vengo accusato. Aspetto col mio legale di guardare le carte poi vedremo il da farsi».

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