Il titolare del Tesoro al Fondo monetario internazionale con un volo di linea
ROMA - «Tremonti assente? Ha un'altra domanda?». Silvio Berlusconi l'assenza del ministro dell'Economia nella votazione sulla richiesta d'arresto di Marco Milanese, non l'ha mandata giù e, come spesso capita, tenta di trattenersi ma ci riesce a metà. D'altra parte già nel Consiglio dei ministri, che si era tenuto poco prima del voto, il Cavaliere aveva sostenuto di «condividere» i ragionamenti dei ministri Romani e Brunetta che avevano pesantemente attaccato il titolare di via XX Settembre definendolo «irresponsabile» per la decisione di non partecipare al voto.
L'irritazione per la scomparsa del ministro taglia i banchi del Pdl e della Lega, ma in pochi hanno il coraggio di esporsi. A dar voce ad un comportamento che nel Transatlantico si definisce «immorale», provvede Daniela Santanché: «E' umanamente vergognoso che il ministro Tremonti non fosse in aula. Nella vita, come in politica, bisogna essere uniti nella buona e nella cattiva sorte. Noi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative del Parlamento - conclude il sottosegretario - non abbiamo visto la sua ed è ingiustificabile».
Marco Milanese, che secondo alcune agenzie di stampa si sarebbe detto «disgustato» dall'assenza del ministro, in serata nella trasmissione Porta a Porta ha chiarito: «Nessuna critica per chi era assente. Il ministro Tremonti e il ministro Frattini erano in missione e rappresentavano l'Italia all'estero». In effetti, mentre alla Camera montava il nervosismo, l'accusato era su un volo della United decollato alle undici da Fiumicino per Washington. Il motivo della trasferta non è da poco, visto che appena atterrato Tremonti ha dovuto prendere parte ad una riunione del G20 e successivamente ad un incontro del Fondo Monetario Internazionale.
Motivi che, per coloro che temono per il proprio vitalizio, non sono ovviamente sufficienti a giustificare un'assenza che, visto il risultato, poteva risultare decisiva. Eppure a palazzo Chigi si sapeva da tempo che Tremonti non avrebbe partecipato al voto. Il diretto interessato ne aveva parlato con Letta e Berlusconi, ma il Cavaliere non fa nulla per frenare il malumore.
«Certo non era assente perché era a casa a giocare a bocce - prova a difenderlo il vicecapogruppo del Pdl Corsaro - aveva un altro impegno istituzionale e va messo in conto che un ministro importante abbia un'agenda di appuntamenti di tale tipo».
Di assenza «inelegante» parla l'ex ministro Martino, mentre in difesa del professore di Sondrio arriva Francesco Storace: «Se fosse stato presente, lo avrebbero accusato di avere disertato un impegno internazionale per salvare un suo amico». Diplomatico il commento del ministro La Russa: «Si commentano solo quelli che ci sono, non quelli che non ci sono, Tremonti era in America».
Resta ora da vedere come il ministro verrà accolto al suo rientro e se, come è stato deciso ieri pomeriggio nel corso del vertice di maggioranza a palazzo Grazioli, Berlusconi riuscirà a spuntare quella «collegialità» necessaria per mettere nero su bianco le misure sulla crescita.