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Pescara, 14/04/2026
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Data: 23/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
E la base si ribella: «Il Carroccio è morto» Sul web nel mirino il ministro degli interni Maroni. Il Senatur: «Noi siamo alleati fedeli»

ROMA. La Lega Nord vota "no" alla richiesta di arresto nei confronti di Marco Milanese e così «non lascia cadere il governo».
Umberto Bossi difende la scelta: «Abbiamo dimostrato di essere alleati leali, a differenza di quello che scrivete voi giornalisti».
La lealtà leghista però costa cara ai vertici del Carroccio in termini di consenso. La base sfoga infatti la sua rabbia sul web e se la prende con Bossi e il ministro Roberto Maroni: «Oggi la Lega è morta», scrivono alcuni internauti sul forum non ufficiale del sito giovanipadani.org.
E la situazione sembra destinata a complicarsi ulteriormente a brevissimo, quando mercoledì prossimo bisognerà votare la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Saverio Romano indagato per mafia. Un altro passaggio decisivo, in questo autunno caldo per le inchieste che hanno messo al centro esponenti della politica e, in questo caso, direttamente dell'esecutivo. In quell'occasione, la base si attende un sussulto dai suoi vertici e gli stessi big sembrano pronti a dar battaglia.
D'altra parte il senatur, forse già consapevole dell'imbarazzo che il salvataggio di Milanese comporta per il suo partito, riguardo al futuro ieri ha sottolineato: «Vedremo giorno per giorno».
Parole destinate a tenere sulla corda gli alleati del Pdl. Nei giorni scorsi aveva lasciato intendere che in altre occasione avrebbe anche votato a favore dell'arresto ma stavolta, vista la crisi internazionale, si doveva salvaguardare la tenuta dell'esecutivo.
«Il processo va avanti comunque», si è giustificato. Ma sul web la base non sembra accontentarsi di questa frase. Le critiche sono durissime, anche nei confronti del ministro dell'interno: «Maroni di nome ma non di fatto», si legge sul sito "non ufficiale" dei giovani padani. «Benissimo, dopo questo scandaloso salvataggio di un delinquente, saluto ufficialmente la Lega Nord. Stop, la misura è colma», prosegue un altro internauta.
Nonostante le tensioni tra i leghisti, chi si attendeva un voto al di fuori della linea di partito da parte dei parlamentari che ormai vengono definiti maroniani ieri è rimasto deluso. Conti alla mano, i deputati del Carroccio hanno votato uniti e secondo le indicazioni del "capo", indipendentemente dell'area di riferimento.
I sette franchi tiratori della maggioranza - assicura Bossi - «non sono della Lega» perchè «noi, quando diamo la parola, la manteniamo». Difficile che tra quei deputati di centrodestra che hanno votato per l'arresto ce ne sia qualcuno vicino al ministro dell'Interno. Il giorno prima, lo stesso Maroni aveva condiviso la linea indicata da Bossi e tra i deputati non ci sono state tensioni.

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