ROMA. La foresta delle agevolazioni fiscali da diradare è più grande del previsto: circa 600 voci che, però, il Governo potrebbe trovare più difficile del previsto tagliare. A cominciare da quelle che più interessano i cittadini, le detrazioni Irpef per lavoro dipendente e per familiari a carico.
Ieri è stato ascoltato in commissione Finanze della Camera Vieri Ceriani, esperto fiscale di Bankitalia e capo del gruppo di lavoro del ministero che sta censendo le agevolazioni fiscali vigenti in Italia. Ceriani ha spiegato che il suo gruppo di lavoro ha individuato 600 fra sconti ed eccezioni fiscali. Molte di più rispetto alle 242 elencate in allegato al bilancio dello Stato. Ma intervenire su questa giungla e racimolare i 20 miliardi entro il 2014 (previsti dall'ultimo aggiornamento del Documento di economia e finanza) sarà tutt'altro che agevole.
Lo stesso Ceriani ha messo le mani avanti: «Il riformatore non potrà esimersi da una disamina e da un vaglio attento delle singole misure». In alcuni casi, infatti, all'interno del gruppo di lavoro sono emerse perplessità. A partire dalle detrazioni Irpef per i lavoratori dipendenti che difficilmente potrà essere tagliato senza compensazioni, per tener conto del principio di progressività previsto dalla costituzione. Non a caso per queste agevolazioni Ceriani ritiene «opportuno che la loro eventuale abolizione o riduzione sia inserita nell'ambito dei riforme di più ampia portata, che ne contemperino gli effetti».
Ugualmente difficile pensare di sforbiciare le misure che servono per evitare la doppia imposizione (proibita dal testo unico sulle imposte), oppure quelle che servono per armonizzare il nostro sistema con quello europeo.
Il gruppo di lavoro è in dirittura d'arrivo con il suo compito: ancora due riunioni per completare l'analisi e cercare di individuare le modalità per tagliare parte delle agevolazioni con la delega fiscale. Ma il timore che serpeggia fra i partecipanti (una quarantina, in rappresentanza di gruppi e forze sociali, ognuno con le sue esigenze e richieste) è che - alla fine - il risultato del loro lavoro sarà scavalcato dalle decisioni (politiche) che il ministro Giulio Tremonti e i suoi tecnici prenderanno in via XX settembre. Dove tutti hanno in mente una cifra: i 20 miliardi da recuperare con il taglio degli sconti.