Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 23/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Tesoro: crescita più bassa pareggio confermato nel 2013. La manovra porta la pressione fiscale al record del 43,9%

ROMA La crescita più bassa non impedirà all'Italia di rispettare l'obiettivo del pareggio di bilancio e di realizzare nei prossimi anni un forte avanzo primario, che permetta di portare avanti la riduzione del debito pubblico. Con l'aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza la approvato lo scorso aprile, il governo fa il punto sulla situazione macroeconomica e sui conti pubblici dopo le burrascose manovre correttive dell'estate. E per il futuro non indica nuovi interventi finanziari, annunciando invece di voler collegare alla manovra di bilancio i provvedimenti in materia di infrastrutture, di liberalizzazioni e privatizzazioni, di sostegno al Sud. Intanto però gli effetti delle correzioni dei conti, basate prevalentemente sulle entrate, si fanno sentire sulla pressione fiscale che raggiunge i livelli più alti di sempre.
Il peggioramento dello scenario economico dipende in buona parte dal contesto internazionale. Ma anche la stessa manovra correttiva «può produrre effetti non positivi sul livello dell'attività economica nel medio periodo». Questo effetto depressivo potrà essere controbilanciato da «effetti positivi sulla crescita che si faranno via via sempre più consistenti». I consumi delle famiglie sono previsti «in rallentamento».
In cifre, il Pil avrà un incremento dello 0,7 per cento quest'anno, dello 0,6 il successivo, dell0 0,9 nel 2013 e dell'1,2 nel 2014. Nei quattro anni, nota il Tesoro, la minor crescita cumulata è di circa due punti.
Sul versante dei conti pubblici, le manovre estive permetteranno la discesa del deficit al 3,9 per cento del Pil quest'anno, all'1,6 il prossimo e allo 0,1 per cento nel 2013, quando dovrebbe essere quindi raggiunto un sostanziale pareggio. Per il 2014 è previsto un leggero avanzo, pari allo 0,2 per cento del Pil. Già quest'anno dovrebbe tornare positivo il saldo primario; è indicato poi un progressivo rafforzamento fino al 5,4 per cento del Pil nel 2013, che diventerà 5,7 l'anno successivo. Il debito inizierà il percorso di discesa nel 2012, passando dal 120,6 per cento del Pil previsto per quest'anno al 119,5; nel 2013 si dovrebbe arrivare al 116,4 e nel 2014 al 112,6.
La pressione fiscale (il totale di imposte e contributi in rapporto al Pil) è invece in crescita dal 42,7 del 2011 al 43,8 e al 43,9 nei due anni successivi. Sono livelli che superano seppur di poco quelli raggiunti ai tempi dell'ingresso dell'Italia nell'euro. E nel conto non entrano i miliardi (4 nel 2012, destinati a diventare 16 e poi 20) che saranno ricavati dall'abbattimento delle agevolazioni se non verrà realizzata la riforma del fisco e dell'assistenza. Nel caso in cui il taglio ci fosse davvero, con il conseguente aumento delle imposte da pagare, nel 2013-14 si arriverebbe a una pressione fiscale molto vicina al 45 per cento.
Nel quadro disegnato dall'aggiornamento al Def, ora dovrebbe toccare ai provvedimenti per la crescita, a partire da quello sul rilancio delle opere pubbliche. Intanto la commissione Affari costituzionali della Camera, nell'ambito della riforma dell'articolo 41 della Costituzione (in materia di libertà d'impresa), ha approvato un emendamento che garantisce alle piccole imprese una tutela simile a quella prevista per le cooperative.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it