PESCARA. «Ma guarda tu se non arrestano Marco Milanese e poi indagano me». La prende con ironia Maurizio Acerbo, il consigliere di Rifondazione denunciato dalla questura per non aver chiesto l'autorizzazione a manifestare sabato scorso contro la presenza di Emilio Fede nella giuria di un concorso di bellezza.
Una manifestazione convocata su Facebook e che ha visto in piazza circa cinquecento persone armate di fischietti (nella foto) e pronte a protestare contro l'annunciata presenza in giuria di Emilio Fede, il direttore del Tg4.
A raccontare di essere stato convocato in questura è lo stesso Maurizio Acerbo. «Sono stato "edotto" di essere indagato perchè mi sarei fatto "promotore di una riunione in luogo pubblico invitando cittadini e associazioni a ritrovarsi al fine di contestare l'evento pubblico denominato Miss Gran prix e Mister Italia che lì si teneva omettendo di darne avviso all'Autorità locale di Pubblica sicurezza».
Riassumendo: per la questura Acerbo non avrebbe rispettato la norma del Testo unico di pubblica sicurezza che stabilisce che ci vuole un preavviso di tre giorni alla polizia per poter manifestare in piazza e per questo è stato denunciato d'ufficio.
La legge non è nuova, nè si può dire sconosciuta a chiunque abbia organizzato in vita sua una manifestazione. Ma questa stessa norma, secondo Acerbo, non era mai stata applicata alla lettera.
«C'è stato un certo eccesso di zelo», attacca il consigliere di Rifondazione, «che non è abituale nella nostra città, ma capisco che il rimbalzo mediatico derivante dalla contestazione di uno dei più rappresentativi esponenti del regime Emilio Fede abbia potuto creare qualche nervosismo. Sarà successo altre diecimila volte di organizzare una manifestazione all'ultimo minuto senza comunicarlo in questura, e non è mai successo niente».
Per il consigliere di Rifondazione, poi, anche volendo non ci sarebbe stato modo di avvisare la questura perchè la decisione di manifestare contro la presenza di Fede a Miss Grand Prix e Mister Italia sarebbe stata presa poco più di 24 ore prima dell'evento.
«Della partecipazione di Emilio Fede alla manifestazione l'ho saputo solo il giorno precedente a seguito della conferenza stampa del Comune di Pescara che annunciava questa chiusura in bellezza dell'estate pescarese. Nutro anche qualche dubbio sull'applicabilità della fattispecie perché noi abbiamo invitato i cittadini che costituivano il pubblico potenziale di un evento che si sarebbe svolto in luogo pubblico e finanziato con denaro pubblico a esprimere il proprio pubblico disappunto».
Solidarietà ad Acerbo è arrivata dal segretario del suo partito Marco Fars: «La giusta e legittima indignazione per la prevista presenza di Emilio Fede a Pescara espressa da Acerbo e da tanti cittadini è stata una doverosa azione civile. Ci stupisce che la questura di Pescara abbia proceduto nei confronti di Acerbo senza nemmeno una denuncia di parte. In tanti anni a Pescara non era mai accaduto, anche a fronte di ben altre contestazioni».