Otto ore di stop dopo lo scontro con l'amministratore delegato Mauro Moretti. "Protesteremo contro l'incapacità gestionale del management Fs, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete"
ROMA - Sciopero di otto ore di tutto il personale del Gruppo Fs il prossimo 21 ottobre, dalle 9 alle 17. Lo hanno proclamato i sindacati dei trasporti, Filt, Fit, Uilt, Ugl trasporti e Fast a seguito della rottura delle relazioni industriali annunciata nei giorni scorsi. Inoltre, si fermeranno per 24 ore, dalle 21 del 20 ottobre alla stessa ora del giorno dopo, gli addetti dei servizi di supporto: ristorazione, pulizie e accompagnamento notte. "Con questa protesta, i sindacati chiedono all'azienda di assumere una volta per tutte un atteggiamento responsabile nei confronti dei propri dipendenti e delle attività che svolge, perché in gioco ci sono non solo migliaia di posti di lavoro, ma anche la capacità di garantire un servizio pubblico essenziale per il Paese" dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti e Fast Ferrovie.
Ieri l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, aveva respinto al mittente l'accusa di volere la rottura con i sindacati al tavolo sul contratto. "Noi abbiamo chiesto di iniziare a negoziare sul costo del lavoro. Dire, come fanno i sindacati, che prima aspettano una convocazione del ministro, è una 'fesseria'. Le parti sociali si possono incontrare". Moretti aveva anche aggiunto che l'intenzione delle Ferrovie è quella di siglare un contratto unico di lavoro per tutto il comparto.
Secca la replica dei sindacati. "Le affermazioni di Moretti denotano ancora una volta la mancanza di ogni forma di stile nelle relazioni industriali e di
rispetto delle altrui posizioni - scrive in una nota il segretario generale della Uilt, Luigi Simeone - Abbiamo registrato per l'ennesima volta la 'fesseria' del 40% di minor costo orario del lavoro. Da questi atteggiamenti appare evidente la voluta misconoscenza o l'ignoranza delle forme e dei livelli di contrattazione a disposizione della negoziazione".
Il 21 ottobre, conclude la nota, "protesteremo invece contro l'incapacità gestionale del management Fs, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete".