Se per ottenere la zona franca il percorso sembra ormai in discesa, anche grazie alla telefonata del premier Silvio Berlusconi al presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, si lavora in maniera febbrile per evitare che gli aquilani dal primo novembre debbano restituire in soli due mesi dodici delle 120 rate delle tasse non pagate dopo il sisma. La sospensione dei versamenti durerà fino al 31 ottobre: se non accadrà nulla a breve, insomma, per i cittadini arriverà una vera e propria mazzata. In questi ultimi giorni sta prendendo corpo l'ipotesi di abbattere la cifra da restituire piuttosto che concedere l'ennesima proroga di qualche mese. In soldoni il Governo, già entro ottobre, potrebbe decurtare la somma del 60 per cento, arrivando così alla stessa percentuale che stanno pagando i cittadini di Umbria e Marche, il 40 per cento. Sulla scrivania di Chiodi stanno arrivando le relazioni dei tecnici: i bene informati dicono che la cifra complessiva dei tributi non versati dagli aquilani è ben lontana dal miliardo di euro di cui si parla. Questo significherebbe che il Governo non sarebbe costretto a trovare una copertura di seicento milioni, operazione alquanto difficile vista la crisi dei mercati, ma molto minore. «È un'operazione che si può fare già entro ottobre» è la dichiarazione, privata dell'ufficialità, di uno dei soggetti istituzionali coinvolti ai massimi livelli nella vicenda.
Per quanto riguarda la zona franca, invece, la telefonata di Berlusconi a Barroso ha sbloccato l'empasse. Se n'è accorta la delegazione abruzzese, guidata da Giorgio De Matteis, che l'altro giorno è volata a Bruxelles per incontrare i vertici della commissione e la rappresentanza italiana permanente. Il 4 ottobre si tornerà a Bruxelles. Carlo Costantini, dell'Idv, resta però scettico: «Abbiamo ottenuto l'esito sperato: queste le parole pronunciate da Chiodi subito dopo l'incontro di Bruxelles. L'esito sperato è il riconoscimento della zona franca urbana per L'Aquila; non penso che Chiodi sperasse semplicemente di essere ricevuto da qualcuno. Ma allora quale era per Chiodi l'esito sperato?». Intanto ieri è stato posizionato un altro importante tassello della rinascita. È stato inaugurato il Centro universitario polifunzionale realizzato a Campo di Pile grazie alle donazioni di vari enti e associazioni. La sala studio è stata intitolata a Hussein Hamade, lo studente universitario israeliano deceduto a seguito del crollo della casa dello studente. I genitori del giovane hanno ringraziato le autorità e poi hanno rivolto un appello: «Che non ripetano mai più in Italia tragedie simili». Gianni Letta, invece, ha rivolto un pensiero a Bertolaso («Ha fatto tanto, ora è ingiustamente colpito») e ha auspicato che «l'Università aquilana possa continuare ad avere lo stesso respiro internazionale degli anni passati, nel nome e nel ricordo degli studenti scomparsi. Per questo ci impegneremo: affinché all'Aquila arrivino migliaia di studenti». Per Chiodi «l'Università è il motore dell'economia aquilana». Il sindaco ha detto che «la struttura arricchisce l'area destinata ai servizi e alle associazioni».