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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Truffa con le risorse del terremoto - Giovanardi: «I soldi sono a palazzo Chigi» Il sottosegretario contrattacca: «Orgoglioso della telefonata con D'Ercole». Il pm: Curia parte offesa

«Sono orgoglioso di quella telefonata: i 12 milioni di euro sono ancora a Palazzo Chigi». Lo afferma in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, in merito alla telefonata tra lui e il vescovo ausiliario, Giovanni D'Ercole, relativo a 12 milioni di euro di fondi pubblici destinati alle popolazioni delle aree terremotate abruzzesi. Una somma ora al centro di un presunto tentativo di truffa per cui Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere sono stati arrestati con l'accusa di aver distratto i fondi. Lo stesso Giovanardi parlando delle intercettazioni pubblicate dai media tra lui e D'Ercole ha aggiunto: «Sono orgoglioso che nella telefonata intercettata e pubblicata dai giornali, tra me e monsignor D'Ercole, emerga chiaramente da un lato la preoccupazione per il bene comune e il territorio del vescovo e dall'altra l'incredibile situazione di un governo che ha messo a disposizione fondi per il terremoto e non riesce a spenderli per mancanza di proposte. Contrariamente infatti da quanto sparato nei titoli e nei contenuti di tanti articoli purtroppo i 12 milioni di euro sono ancora tutti a Palazzo Chigi e ci rimarranno fino a quando la magistratura non avrà chiarito in che cosa consiste il reato di tentata truffa».
Intanto il pm titolare dell'inchiesta Antonietta Picardi nelle osservazioni finali afferma: «Nel novero delle persone offese c'è anche l'arcidiocesi dell'Aquila. L'arcidiocesi è stata raggirata al pari degli organi istituzionali. Si ritiene, in ogni caso, che il ruolo dell'arcidiocesi (e in particolare di Molinari e D'Ercole) debba essere ulteriormente approfondito nell'ulteriore corso delle indagini preliminari, al fine di accertare il livello di consapevolezza che gli stessi hanno avuto degli effettivi propositi degli indagati. «Sotto tale profilo - prosegue il pm nella parte conclusiva dell'ordinanza di custodia cautelare su Traversi e Cavaliere - è da rilevare che tanto l'associazione Aquila città territorio quanto la Fondazione, hanno la propria sede presso la Curia arcivescovile aquilana, che l'arcivescovo Molinari e D'Ercole hanno partecipato personalmente all'incontro di palazzo Chigi con il sottosegretario Giovanardi, Chiodi, De Matteis e Cialente». Sempre il pm scrive: «Ulteriori indagini appaiono necessarie sulla frase pronunciata da Morgante (responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione) al telefono con Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant'Angelo». Biondi dice: «Voglio avere una bozza da mandare a Giovanardi per evitare insomma che qualcuno metta anche le mani su questi soldi che stanno lì e se ne vanno perché questo è il pericolo che poi tra l'altro hanno messo le mani sui soldi della Protezione civile, quelli dei contratti di consulenza che avevano fatto da due anni a questa parte quindi figurati se non sono capaci di mettere le mani su questi altri. Bisogna essere rapidi in questo». Altro passaggio del pm: «I diversi organi istituzionali coinvolti non sembrano operare in accordo tra loro nè risulta esistente una struttura di raccordo tra gli stessi che possa comporre eventuali contrasti e armonizzare le rispettive esigenze. Al contrario è evidente che tali organi operino in competizione tra loro ed il riferimento alla guerra, (da una intercettazione telefonica) seppure considerata politicamente, non appare troppo lontano dalla realtà. In tale contesto è evidente che non soltanto i fondi vengono assegnati con estremo ritardo ma che gli stessi seguono percorsi non sufficientemente controllati, sapientemente e professionalmente orientati da personaggi che seguono finalità del tutto eccentriche rispetto a quelle della popolazione del cratere e da quelle legislativamente previste».


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