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Data: 17/11/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Finanziaria, il governo mette la fiducia. L'esecutivo presenta alla Camera un maxiemendamento. il voto sabato. Il premier: "Evitiamo l'esercizio provvisorio"

ROMA - Ultime battute per la legge finanziaria alla Camera dove è attesa, per domani, la richiesta del governo di un voto di fiducia. Il Consiglio dei ministri si è riunito in serata e ha autorizzato l'esecutivo a presentarla. In serata l'annuncio del ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti: "Il Cdm mi ha autorizzato a preannunciare la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo delle parti della finanziaria non ancora esaminate". Il ministro presenterà formalmente la richiesta alle 11 in Aula dopo che gli uffici avranno esaminato l'ammissibilità del testo del maxiemendamento che si articolerà, ha assicurato Chiti, "rigorosamente nell'ambito dei confini dei testi" esaminati dalla Camera. Il voto, se tutto va come previsto dall'esecutivo, si terrà sabato nel pomeriggio.

Un passaggio "indispensabile se vogliamo evitare l'esercizio provvisorio", ha commentato il premier Romano Prodi. "E' la valutazione dei tempi che ce lo impone, la decisione è stata presa in questa ottica perché a un certo punto il problema era anche quello di una lotta contro il tempo", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Come previsto da quasi tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione, disposti o meno ad ammetterlo ufficialmente, dunque, anche questa Finanziaria verrà approvata con il voto di fiducia, dopo giorni di dibattito parlamentare e di voti con il contagocce, di 'stop and go', riunioni di maggioranza, decine di emendamenti del governo, norme proposte e ritirate, e infinite polemiche.

Una procedura che sembra ormai diventata prassi, quale che sia il governo in carica, visto che è il quarto anno di seguito che la legge di bilancio viene approvata in questo modo. Una situazione che fa dire a metà Parlamento che è ora di riformare il sistema di approvazione della finanziaria. La richiesta del voto di fiducia arriverà dunque domani in tarda mattinata, per essere votata 24 ore dopo. Per domenica mattina è previsto il varo definitivo e il passaggio in Senato.

La Camera è convocata per le 23 di questa sera, ma il presidente Bertinotti ha dato tempo al governo fino alle 24, per l'annuncio della presentazione del maxiemendamento. Gli uffici della Camera e i gruppi avranno tempo per valutarne l'ammissibilità entro domani. Se il maxiemendamento sarà considerato ammissibile, il governo andrà in Aula in tarda mattinata di domani a porre la questione di fiducia.
L'emendamento 'monstre' del governo, tuttavia, benchè molto consistente (si parla di circa 1.000 commi) non dovrebbe contenere sorprese.

L'accordo con la presidenza della Camera infatti, secondo fonti di governo, è che la proposta di modifica potrà contenere soltanto proposte già depositate dal governo e dal relatore all' Aula della Camera, il che spiegherebbe anche la raffica di emendamenti presentati fino ad oggi. Non ci dovrebbero quindi essere sorprese anche perché la proposta dovrà essere vagliata dagli uffici ed eventuali norme non concordate cadrebbero sotto la mannaia dell'ammissibilità, cosa che il governo prevedibilmente proverà ad evitare. E in ogni caso, ha assicurato il premier, il maxiemendamento terrà conto delle indicazioni emerse dal dibattito parlamentare sia da parte della maggioranza che dell'opposizione. Resta il dubbio se sarà presentato un unico maxiemendamento o se la manovra sarà spacchettata in due o tre emendamenti.
Quest'ultima soluzione potrebbe essere necessaria per questioni regolamentari.

Nel pomeriggio il dibattito della Camera si è ancora concentrato sulle accuse reciproche fra maggioranza e opposizione. La prima ha attribuito alla gran mole di emendamenti e subemendamenti della Cdl la responsabilità di una richiesta della fiducia necessaria per il rispetto dei tempi.

L'opposizione è tornata ad accusare governo e Unione di aver deciso per questa scelta fin dall'inizio dei lavori, per evitare contrasti al proprio interno, e di aver quindi imbrogliato il Parlamento. Ultimi colpi di fioretto, poi la sospensione della seduta in attesa del provvedimento del governo.

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