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Data: 25/09/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Maroni assicura: la Lega non voterà contro Romano

La Lega Nord conferma, con il ministro Roberto Maroni, che il 28 settembre voterà contro la mozione di sfiducia presentata da Pd ed Idv alla Camera nei confronti del ministro dell'Agricoltura Saverio Romano. E le opposizioni alzano il tiro contro il Carroccio, accusando il partito di Bossi di non essere fedele a sè stesso e in particolare,di seguire due linee: una, al Nord, di difensore della legalità; l'altra, nel Palazzo, schiacciata sul Pdl di Berlusconi.

Maroni dice che «non c'è motivo» per sfiduciare Saverio Romano. Il responsabile del Viminale spiega che si tratta di votare «una mozione di sfiducia presentata dall'opposizione»; «tante ne sono state presentate in passato, sono sempre state respinte, non vedo francamente - sottolinea - perchè non si debba fare la stessa cosa». Maroni ribadisce la solidità del Carroccio, definendo «fantasiosi» gli articoli di stampa che parlano di fratture interne. «Romano è accusato di essere legato a Cosa nostra», tuona Antonio Di Pietro, convinto il coordinatore del Pid sia stato nominato ministro «in cambio del voto con cui l'anno scorso ha salvato Berlusconi».

Il titolare dell'Agricoltura è «la bandiera di questo Parlamento composto, in buona parte, da escort della politica», dice l'ex pm attaccando infine il Carroccio: «Salveranno la poltrona di Romano con il voto di una Lega che ha ormai tradito tutti i propri antichi ideali, in cambio delle lenticchie di Arcore». Insorge anche il Fli, con Italo Bocchino che attacca la Lega e Fabio Granata che sfida Alfano. «Difendendo Saverio Romano, unico ministro al mondo imputato per mafia, la Lega cambia definitivamente - osserva il vicepresidente del partito di Fini - il suo oggetto sociale»: da partito del Nord e della legalità «diventa partito della difesa dei peggiori mali del Sud». «Alfano annunci la sfiducia a Saverio Romano», aggiunge Granata, e così Alfano difenderà contemporaneamente «l'immagine del Sud e della Sicilia, quella del Governo, e quella del partito degli onesti da lui e evocato». Infine Pier Ferdinando Casini che liquida la 'querellè con una battuta: «L'unico Romano che conosco - dice il leader centrista - è Prodi...».

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