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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Manovre elettorali in Abruzzo - Udc-centrosinistra, intesa vicina. De Laurentiis: «Chiodi ha sbagliato, l'Abruzzo precipita. Servono idee nuove, gente nuova»

e dunque anche se arrivassero in questo istante sarebbero in clamoroso ritardo. Nonostante questo continua a non esserci certezza sui tempi dell'erogazione e sulla quantità dei fondi. E' inevitabile che montino le polemiche. Peraltro in questa fase il Paese ha enormi problemi di bilancio, la settimana entrante rischia di portare in regalo una manovra aggiuntiva, come si fa a non essere preoccupati? Per l'Abruzzo non è un buon segno».
C'è poi da considerare la questione dei finanziamenti per le infrastrutture, altra necessità per l'Abruzzo. Il ministro Matteoli ha garantito che arriveranno ma l'importo annunciato è inferiore alle attese.
«Già. C'era un'intesa sulle infrastrutture siglata nel 2009: non è stata mai attuata. E adesso viene fuori Matteoli con questi pochi soldi. E vogliamo parlare del famoso Masterplan? Sta sempre lì, fermo, immobile, è un libro dei sogni. Il problema vero è che l'Abruzzo sta precipitando in fondo alla classifica delle regioni italiane».
Un'affermazione che suona come una pesante critica al governo Chiodi.
«Per forza. Io credo che Chiodi abbia commesso, principalmente, due errori. Il primo: la sua Giunta è pesantemente mancata di strategia nel confronto con il Governo e i risultati si vedono, l'Abruzzo non conta nulla. Il secondo: Chiodi non ha costruito attorno al progetto Abruzzo una vera coesione con le altre forze politiche e con le forze sociali, con tutti i portatori di interessi legittimi. Eppure un governo regionale dovrebbe unire, non dividere: lui e il suo gruppo, invece, si sono asserragliati nel bunker dei partiti della coalizione».
Detta così, sembra una chiusura di fatto al corteggiamento, già iniziato, del centrodestra nei confronti del Terzo polo e dell'Udc in primis.
«Ma certo, inutile muoversi ora solo per salvare le campagne elettorali, ci sono troppe differenze. Noi a livello nazionale chiediamo un governo di solidarietà, di responsabilità aperto a più forze e questi continuano a offrire poltrone, ministeri. Non ci siamo».
Dunque in vista delle amministrative di primavera volgerete lo sguardo altrove, sembra di capire.
«Vogliamo dialogare con quanti hanno interesse a farlo con noi, mettendo in campo le migliori progettualità e gli interpreti in grado di proporre qualcosa di nuovo. Non abbiamo preclusioni, siamo aperti al dialogo a tutto campo».
Un dialogo che punta in direzione del centrosinistra. Nonostante lo show di Vasto dei tre segretari Bersani-Vendola-Di Pietro?
«Non sono quelle le cose che contano. La cosa peggiore, in politica, è lasciarsi prendere dalla nostalgia. Quella ulivista è un'esperienza che fa parte della storia, l'abbiamo già vista. Invece bisogna costruire un'offerta in sintonia con i bisogni della gente».
E con il Pd la costruzione di questa idea sembra essere già avviata, insomma il partito maggiore del centrosinistra è un buon partner nella definizione di un'alleanza delle attuali opposizioni in vista delle amministrative di primavera.
«Il Pd è una forza politica responsabile. E' legittimamente un interlocutore con cui definire un percorso che vada incontro alle necessità della gente abruzzese».
E magari puntare alle prossime regionali. Con un De Laurentiis candidato alla presidenza.
«Lasciamo stare, sono discorsi prematuri, mancano due anni e mezzo alle regionali, c'è tanta strada da fare. Parliamo d'altro».
Ad esempio?
«Parliamo della Zona franca per L'Aquila. Sono passati due anni e mezzo dal terremoto e stiamo ancora lì a inviare delegazioni a Bruxelles, ad aspettare le telefonate di Berlusconi a Barroso. Ma la vogliamo smettere di prendere in giro la gente? Altrove una Zona franca è stata instaurata in quindici, venti giorni. Se c'è volontà politica si fa, altrimenti lasciamo perdere e cerchiamo nuove formule per sostenere, rilanciare l'economia aquilana. Basta con queste chiacchiere vuote, basta con questa gestione dell'Abruzzo, è tempo di cambiare le cose, servono altre idee, serve altra gente».
Le regionali saranno anche lontane, ma la strada di una coalizione alternativa sembra già tracciata.



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