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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini è tornato all'Aquila «E' ancora tutto come due anni fa»

Solo qui è stato possibile raccogliere la sensazione di «sconfortante desolazione»: «Piange il cuore a vedere morta una delle città più vive e belle d'Italia. Ho capito meglio perché gli aquilani pretendono giustamente che la città torni a vivere esattamente com'era e mi auguro che tutte le istituzioni lavorino in sinergia». Fini ha toccato anche gli altri temi della ricostruzione: dalla calendarizzazione della legge popolare («Entro ottobre, novembre al massimo») all'assenza prolungata di Berlusconi («In questa occasione non si deve polemizzare, gli aquilani hanno occhi per vedere e orecchie per intendere, sapranno giudicare»), alla questione-tasse («Se è una decisione che il Governo considera impossibile rivedere dovrà spiegare perché»).
Fini si è unito a Letta alle 15, alla Finanza. Un caffè veloce con il sottosegretario e poi il discorso: «L'antica Corfinium divenne capitale della Confederazione italica» e per questo «l'unità nazionale trova in terra abruzzese uno tra i suoi simboli più antichi». Ha poi ricordato che la caserma di Coppito «è il simbolo del dolore inferto agli uomini e il luogo verso il quale si sono indirizzati l'amore e la solidarietà di un'intera nazione. C'è ancora molto da fare, ma solo se resteremo uniti ce la faremo. L'impegno delle istituzioni deve diventare più netto». Letta lo ha rassicurato: «Qui la collaborazione istituzionale è molto forte». Il sottosegretario ha ringraziato la Finanza per quanto fatto dopo il sisma e ha ricordato quelle prime ore «in cui è stata segnata una pagina stupenda di coesione nazionale che qualche polemica ha poi offuscato, ma che ora si sta nuovamente scrivendo».

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