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Data: 25/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Infrastrutture e stretta sulle pensioni il governo al lavoro per lo sviluppo

ROMA - Per ora si tratta solo di simulazioni. Elaborazioni dei tecnici della Ragioneria dello Stato per capire quanto si andrebbe a risparmiare. Il che, però, significa che l'idea non è esclusa. Anzi. Potrebbe entrare anche la riforma delle pensioni nel pacchetto sviluppo che il governo si appresta a varare entro una decina di giorni. Forse con una delega. Il condizionale è d'obbligo, perché in questo campo non valgono solo le ragioni di natura economica, i criteri di scelta sono e restano sempre più di natura politica. E, come è noto, la Lega non vuole proprio sentir pronunciare la parola pensioni. Oltre al fatto che il governo si troverebbe contro - compatti - i sindacati.
Intervenire sulle pensioni, però, potrebbe riportare il sereno con il mondo delle imprese, a partire dalla Confindustria di Emma Marcegaglia. Recuperando una montagna di risorse subito, da poter investire in misure per la crescita. Le simulazioni si stanno concentrando su due filoni: il sistema di calcolo contributivo per tutti, il superamento delle pensioni di anzianità. In quest'ultimo caso si sta lavorando sull'anticipo al 2012 di quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva) per arrivare a quota 100 nel 2015. Mercoledì, in occasione del nuovo appuntamento del tavolo tecnico a cui parteciperà Tremonti e il sistema industriale e bancario italiano, probabilmente si capirà se le elaborazioni passeranno dai Pc dei tecnici alle cartelline degli attori sociali.
Se sulle pensioni si sta ancora ragionando, l'operazione dismissione del patrimonio pubblico è ai nastri di partenza. Prima della fine del mese ci sarà il seminario già annunciato da Tremonti con tutte le parti interessate. L'intervento riguarderà una fetta consistente degli immobili di proprietà dello Stato (caserme e uffici) e anche le municipalizzate. Sul piatto ci sono immobili per un controvalore pari a circa 300 miliardi di euro, che potrebbero andare a riduzione del debito pubblico.
Sarebbe pronto anche il pacchetto infrastrutture. Già annunciato dal ministro Tremonti agli industriali nella riunione della scorsa settimana, si tratta di una serie di interventi - sostanzialmente a costo zero - per sbloccare investimenti e opere cantierabili subito. Gli interventi spaziano dalle opere pubbliche ai porti, gli aeroporti, le reti ferroviarie e le strade.
Per quanto riguarda le opere pubbliche allo studio c'è una versione della detassazione degli investimenti ribattezzata "Tremonti Infrastrutture". Obiettivo: abbattere il carico fiscale per le imprese che si aggiudicano la concessione per la realizzazione e gestione di un'opera pubblica, agendo sia su Irap che su Ires, durante il periodo di realizzazione dell'opera stessa e nei primi anni di concessione. Una defiscalizzazione a tempo, quindi. Per facilitare ulteriormente la realizzazione delle opere si ipotizza anche che lo Stato possa parzialmente rinunciare al canone di concessione.
Sempre per rilanciare il settore delle opere pubbliche si punta poi al partenariato pubblico-privato e ad accelerare i meccanismi di finanziamento del Cipe, con l'inserimento di un termine certo per l'utilizzo delle risorse stanziate. Altre ipotesi allo studio riguardano l'Anas come, ad esempio, il subentro nelle società miste dell'Agenzia nel ruolo di concedente e verifica dei poteri Anas in materia di approvazione dei progetti. È allo studio inoltre un "pacchetto marittimo" per il rilancio della portualità e disposizioni in materia ferroviaria per garantire la reciprocità dei servizi ferroviari con i paesi esteri e l'aumento delle risorse per la manutenzione della rete Rfi.

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