ROMA - Ancora qualche giorno e la carte che il governo ha intenzione di giocare per far ritornare a crescere l'Italia, saranno calate sul tavolo.
I tecnici di via XX Settembre stanno studiando le misure e mercoledì al Tesoro ci sarà la terza riunione sull'argomento con il mondo delle imprese e delle banche (Confindustria, Rete Imprese, Alleanza delle Cooperative, Abi).
Ma quasi certamente l'annuncio del pacchetto sviluppo avverrà il giorno dopo e lo farà direttamente il premier. In ogni caso si tratterà solo di una prima tranche di misure. Quelle «a costo zero». Poi, nel giro di un paio di settimane, potrebbe arrivare la seconda parte. Non per decreto, ma per delega. E' questo il caso di eventuali interventi sul sistema pensionistico.
Infrastrutture. Parola d'ordine: snellimento e semplificazione delle procedure. Si punta a sbloccare le opere cantierabili, a rilanciare la rete portuale e aeroportuale e a favorire la collaborazione pubblico-privato nella realizzazione delle opere stesse. «Ora, con passaggi tra conferenze dei servizi, conferenze preliminari, Cipe e altro, occorre più tempo per l'iter che per realizzare le opere. Non va bene, dobbiamo evitare che accada» spiegava qualche giorno fa il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli.
Per stimolare la realizzazione di opere pubbliche da parte dei privati che si aggiudicano la concessione, è allo studio la detassazione degli investimenti, norma ribattezzata "Tremonti Infrastrutture".
La defiscalizzazione agirebbe sia sull'Irap che sull'Ires durante il periodo di realizzazione dell'opera stessa e nei primi anni di concessione. In questo periodo lo Stato potrebbe anche rinunciare al canone di concessione.
Dismissioni. Giovedì il ministro Tremonti terrà un seminario, al quale ha invitato i più grandi operatori del settore, per un primo giro di tavolo sul consistente patrimonio pubblico (si stima intorno ai 300 miliardi di euro) per capire quanta roba può essere dismessa subito. Si tratta di caserme e uffici. Ma ci sono anche migliaia di utilities locali, cioè ex municipalizzate trasformate in spa. Secondo un recente studio di Unioncamere, le società di capitali partecipate e controllate dagli enti locali in Italia sono oltre 5.000.
Sono attive nell'energia, nei trasporti, nei rifiuti, ma anche nelle infrastrutture, nel commercio, nelle attività ricreative, culturali, sportive, nell'industria e nelle telecomunicazioni. Mediamente ogni Comune è presente in otto società.
Semplificazioni. L'autocertificazione nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione dovrebbe diventare obbligatoria. Allo studio anche l'eliminazione di alcune norme che ostacolano la libertà di impresa.
Evasione. Sul tavolo la proposta dell'Abi e Confindustria di tassare i prelievi di contanti ripetuti in un certo lasso di tempo (per evitare i pagamenti in nero).
Pensioni. La riforma della previdenza non dovrebbe entrare nel decreto. Ma essere oggetto di una delega successiva. Per ora si sta procedendo con le simulazioni sui risparmi derivanti dal contributivo per tutti e dall'accelerazione dell'eliminazione delle pensioni di anzianità, passando per quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva) nel 2012 e quota 100 nel 2015.