Nelle amministrative di primavera è quella dell'Aquila la partita più importante da giocare. Non perdere il Comune capoluogo, per il centrosinistra, è essenziale per sperare di avviare una rimonta in Comuni, Province, e più in là la Regione, insomma in tutte le amministrazioni conquistate negli ultimi anni dal centrodestra. Dunque l'intesa con l'Udc e il Terzo polo dovrebbe essere definita in tempi brevi. E' questa la vostra idea?
«Possiamo lavorare da subito per trasformare in coalizione dalle spalle larghe il nostro progetto di cambiamento e rilancio: all'Aquila l'Udc è già nella maggioranza, e all'Aquila bisogna far passare il messaggio che le prossime elezioni comunali saranno una scelta tra chi vuole mantenere le cose come sono oggi, e chi invece vuole L'Aquila non solo come la città da ricostruire, ma come perno del nuovo sviluppo abruzzese. Il resto verrà dopo: sindaci, presidenti di Provincia, presidente di Regione devono essere indicati dopo la condivisione dell'analisi, la sottoscrizione del progetto, la nascita dell'alleanza. Il Pd vuole essere il motore di questo progetto e non ha mai fatto mancare la propria generosità. Lo abbiamo dimostrato alle ultime regionali candidando e sostenendo Carlo Costantini, e perdendo le elezioni per un soffio. Poi il quadro per il Pd é ulteriormente peggiorato, ma abbiamo rialzato la testa, come dimostrano le elezioni amministrative della primavera scorsa. Ora è il momento di dare una svolta, di cambiare l'Abruzzo con un progetto forte e un'alleanza ampia, con persone serie».