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Pescara, 12/04/2026
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Data: 26/09/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Bossi: «No alla sfiducia a Romano. In democrazia contano i numeri. Il leader del Carroccio: «Su Milanese? Siamo stati insultati ma abbiamo la coscienza a posto»

SOMMA LOMBARDO (VARESE) - Se la Lega Nord mercoledì voterà contro la mozione di sfiducia al ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, non è per salvarlo ma perché «bisogna vedere se è marciume o no» e perché «in democrazia contano i numeri che ti dà il popolo». Così il segretario Umberto Bossi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se la posizione del partito su questa vicenda non crei imbarazzo. «Bisogna vedere se è marciume o no - ha replicato Bossi a margine di una festa della Lega -. È la sinistra che ha presentato una mozione di sfiducia al ministro per portar via un voto al governo». Dunque voterete per tenere compatto il governo? «Per tenere i numeri - si è limitato a rispondere - in democrazia contano i numeri che ti dà il popolo».

MILANESE - «Con la Lega non attacca, noi siamo capaci anche di farci insultare, ma non abbiamo paura perché abbiamo la coscienza a posto» ha detto facendo riferimento alle dure critiche al suo movimento per il «no» all'arresto di Marco Milanese. «Il suo processo comunque va avanti, lui dovrà rispondere lo stesso. Se è responsabile, pagherà», ha ribadito durante il comizio. «No, penso proprio di no» ha risposto se sia in pericolo la posizione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel governo. Bossi è tornato a parlare dell'assenza di Tremonti durante la votazione alla Camera per l'arresto del suo ex braccio destro Marco Milanese. «Sì - ha risposto Bossi -, Tremonti era in America, d'altra parte uno come lui deve andare in giro per il mondo a rassicurare i mercati». «Certo - ha poi aggiunto - noi stavamo votando una cosa che in qualche modo è legata a lui e lui nemmeno è venuto, però sono cose che capitano a chi ha troppo da fare». A questo punto il leader della Lega ha confermato che il ministro dell'Economia non è in discussione. Poi ha annunciato che incontrerà probabilmente lunedì Tremonti «per vedere insieme le leggi per lo sviluppo» da far seguire alla manovra per il pareggio di bilancio.

ATTACCHI AI GIORNALISTI - Il discorso di Bossi è stato inframmezzato da riferimenti minacciosi ai giornalisti, definiti «stronzi», «lacchè», «gentaglia», «obbedienti agli ordini peggiori pur di andare contro la Lega. Sappiatelo, noi passeremo e vinceremo nonostante voi e la Padania verrà. Prima o dopo piglierete una mano di botte, non ci distruggerete con i vostri insulti» ha aggiunto il leader padano. Altro bersaglio: quelli che mettono «fuori i tricolori sono somari: quelli mangiano e bevono».

LIBIA - «Hanno detto che a settembre finiva la missione in Libia, a settembre è meglio che finisca» ha poi risposto Bossi a chi gli chiedeva se voterà a favore del rifinanziamento della missione italiana in Libia. Della proposta di riforma della legge elettorale avanzata dal segretario del Pdl Angelino Alfano, Umberto Bossi ha detto di non saperne niente ma che comunque sul tema la Lega ha «le idee chiare». «Non so niente finchè non vado a Roma - ha risposto il segretario del Carroccio ai giornalisti -. Certo la sinistra vuole una legge che la faccia vincere». A chi gli faceva notare che la proposta di riforma è però venuta dall'alleato, Bossi ha replicato: «dopo vediamo, noi le idee le abbiamo chiare». Infine ha sostenuto che «c'è gente che non trova lavoro e non ha da mangiare e dunque dobbiamo correggere queste situazioni», dopo una manovra di sacrifici «che era inevitabile, perché l'Europa voleva i tagli».

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