Bersani: davanti a noi il passaggio più difficile dal dopoguerra
ROMA. Il segretario del Pd Bersani non usa mezze misure: «Governo screditato e incapace, davanti a noi il passaggio più arduo del dopoguerra». E con Casini (Udc) chiede a Berlusconi di farsi da parte.
«Le dichiarazioni zuccherose di Berlusconi sono a due passi dal delirio» sostiene il segretario del Pd. E di fronte a un Pdl spaccato sulla necessità di chiudere quanto prima con questo governo, i due leader dell'opposizione chiedono di andare alle elezioni o, in alternativa - dice Bersani - un governo di responsabilità per gestire e uscire dalla recessione, fare le riforme, e quindi andare al voto.
Intervistato da Sky Gianfranco Fini, leader di Fli, coglie l'occasione per togliersi un bel po' di sassolini finiti nelle scarpe da quando decise di tagliare il cordone che lo univa al Cavaliere. Un premier colpevole «di aver negato la realtà della situazione economica fino al giorno prima che esplodesse la crisi, e ora il governo non sa che pesci prendere. Inoltre - prosegue - se neghi ciò che tutti, al contrario, prevedono, questo dà fastidio ai mercati e spiega perché l'Italia non è più credibile». Fini lancia frecciate su Lavitola rispolverando il tormentone della scorsa estate: la casa di Montecarlo. «Quando ci si circonda di personaggi di quel genere è evidente che c'è qualcosa di poco trasparente. Anche per quanto riguarda certi documenti-patacca». Infine, dopo aver ancora punzecchiato Berlusconi che tenta di sfuggire ai processi «e si considera al di sopra della legge», parla di legge elettorale e intercettazioni: «Il Terzo Polo metterà a punto una propria posizione in modo che la magistratura possa utilizzare le intercettazioni, ma si renda impossibile divulgare quelle che non hanno nulla a che vedere con l'ipotesi di reato». E la legge elettorale da cambiare per Fini «è la priorità». Per il leader Fli occorre «dimezzare i parlamentari» e cancellare il Porcellum. L'alleato del Terzo Polo, Pier Ferdinando Casini prende spunto dalle previsioni di Formigoni («si voterà nel 2012» ha detto il governatore lombardo del Pdl) per ribadire: «Non vedo come si possa andare avanti con un governo che davanti all'emergenza sociale è assente. Quindi meglio andare al voto». Il leader individua come priorità la questione sociale, le necessità delle famiglie. La legge elettorale è importante ma non è la vera priorità in questo momento».
La situazione di stallo per Casini è ormai da allarme rosso, e - come fa ben capire anche Fini - non sembrano minimamente attecchire nell'opposizione più moderata le lusinghe del Pdl per fare una riforma elettorale insieme, che sarebbe propedeutica a una possibile futura alleanza. Non se ne parla. Casini chiede le elezioni subito.
Duro il commento di Bersani nell'articolo pubblicato sull'Unità in occasione della Marcia della Pace. Il segretario del Pd individua nel «governo screditato e incapace, stretto nel piccolo orizzonte degli interessi particolari di pochi, se non di uno solo, la radice di una gestione fallimentare della crisi economica e dell'assenza di una politica degna di questo nome». Quindi lancia un avvertimento a quanti sbeffeggiano nel centrodestra l'ipotesi di un governo di transizione: «Chi, per puro egoismo, ostacola testardamente questa scelta, chi testardamente impedisce ogni cambiamento, si prende a questo punto una responsabilità storica».