«Se la Provincia non dovesse revocare i tagli annunciati sarà la paralisi del trasporto pubblico locale». Il direttore dell'Air, Costantino Preziosi, prospetta, dati alla mano, il quadro della situazione che si presenterà il primo ottobre se non ci sarà il dietrofront di Palazzo Caracciolo rispetto alla riduzione dei chilometri di circa il 60% prevista nel nuovo contratto proposto alle aziende di trasporto. «Non siamo bugiardi - dice Preziosi - sono i numeri che parlano. Siamo seriamente preoccupati per gli utenti, in particolare le fasce deboli che sarebbero le più penalizzate, e per i nostri autisti che, ultimo anello della catena, potrebbero subire le conseguenze dell'esasperazione di studenti e lavoratori pendolari alle prese con una drastica riduzione dei servizi». La conferenza stampa del direttore generale Preziosi e dell'amministratore unico Angelo D'Amelio, arriva alla vigilia di due importanti appuntamenti: l'audizione della commissione regionale sul caso del servizio di pulizia dei bus, sollevato dal consigliere Nappi, e l'incontro con la Provincia che si terrà in settimana. Attualmente, l'azienda trasporti garantisce 1.242 corse al giorno, il nuovo piano porterebbe alla cancellazione di 822 corse, ne resterebbero circa 400. La tratta Avellino-Napoli passerebbe da 152 a 48 collegamenti al giorno, quella per Fisciano da 79 a 24. Verrebbero completamente cancellate le 90 corse bis ad utilizzo delle scuole. E sarà ancora una volta l'Alta Irpinia a pagare il prezzo più alto. «Potremmo garantire solo un collegamento al giorno - afferma il manager dell'Air, Dino Preziosi - dal punto di vista tecnico il piano proposto dalla Provincia è a dir poco assurdo. E' impensabile ritenere che si possano compensare i debiti accumulati con le aziende riducendo i chilometri, si andrebbe a penalizzare l'intero territorio e, soprattutto, le fasce più deboli, gli studenti che hanno sottoscritto l'abbonamento annuale per risparmiare si ritroverebbero con un servizio praticamente inesistente». Naturalmente, i tagli riguarderanno anche il trasporto urbano. Dalle 206 corse al giorno della circolare Atripalda-Avellino-Mercogliano, si scenderà a 83 corse con una frequenza che passerà da 15 minuti a un'ora mentre la funicolare per Montevergine, fino alla fine dell'anno, sarebbe in funzione solo di mattina. Insomma, una situazione catastrofica quella prospettata dal direttore generale Preziosi che teme, tra l'altro, una pioggia di ricorsi da parte degli studenti che hanno sottoscritto l'abbonamento annuale. Un esercito, pronto a dare battaglia con un sit-in davanti a Palazzo Caracciolo nel caso in cui non dovesse essere trovata una soluzione che possa evitare la cancellazione del 60% delle corse garantite finora. Anche il sindacato è sul piede di guerra perché i tagli ai chilometri si traducono in esuberi di personale. Sono 185 le unità, spalmate negli 85 turni in meno, che potrebbero essere collocate in mobilità fino alla fine dell'anno. «La Provincia deve uscire allo scoperto e dire con chiarezza se il trasporto pubblico rappresenta o meno una priorità - afferma Angelo D'Amelio, amministratore dell'Air - condivido le preoccupazioni di Preziosi perché le conseguenze di una drastica riduzione del servizio sarebbero disastrose. Il trasporto pubblico locale andrebbe potenziato rispetto alle esigenze del territorio, non si può pensare di ridurlo ulteriormente portando il caos totale nell'organizzazione degli studenti e dei pendolari. Né tantomeno si può pensare di penalizzare in termini di servizi l'Alta Irpinia, togliendo, dopo gli ospedali, anche i collegamenti con i mezzi pubblici. Proprio in queste zone, infatti, dove la domanda è più debole, le conseguenze dei tagli sarebbero maggiori. Una soluzione va trovata partendo, però, dal presupposto che è necessario mantenere i servizi per rispondere alle esigenze del territorio»