"Un trasporto moderno veloce ed efficiente è funzionale all'impresa marchigiana e fondamentale per la ripresa economica di tutta l'area Adriatica e non solo". Il segretario generale della Uil trasporti Giorgio Andreani condivide "pienamente" la denuncia della Cna Marche in merito al rischio di isolamento che la nostra regione corre rispetto all'alta velocità, un progetto che vede escludere Marche e Abruzzo dagli investimenti. Con la Cna la Uil trasporti condivide "la strategia di fare asse con le regioni del medio-basso adriatico per far fronte a possibili scenari disastrosi". "Disastroso" l'isolamento delle Marche rispetto ai corridoi e ai servizi ferroviari importanti, altrettanto "lo sono i tagli della scure governativa". "L'attuale governo nazionale - dice Andreani - ha una responsabilità grave, colpevole sì di tagliare indiscriminatamente un servizio sociale così importante come quello del trasporto pubblico, che ricade esclusivamente sulla parte più debole del paese, cittadini e lavoratori, ma anche rispetto ad anni di assenza di politiche nell'ambito del trasporto ferroviario, che non fosse l'alta velocità. È paradossale - continua - che l'unico a porsi il problema di fare politiche in questo senso, cioè del trasporto su ferro, sia stato in questi anni l'Ad del gruppo Fs: politiche che ha realmente fatto ma ovviamente a modo suo, e nelle quali le Marche hanno sempre rappresentato un mercato poco appetibile". Responsabilità "altrettanto concrete" sono però da imputarsi anche alla Regione "che in questi anni non ha colto l'occasione e le numerose proposte che ad esempio il sindacato ha fatto, per riordinare il servizio di trasporto" mantenendo in vita un sistema "che non regge più" e che oggi "deve essere rivisto". Vedi, fa notare Andreani, il Piano regionale del trasporto pubblico locale che "nato in un momento di vacche ancora grasse", a tutt'oggi "non ha avuto ancora l'approvazione da parte del consiglio regionale". "Questo significa - dice Andreani - che quando lo sarà, sarà già vecchio ed avrà un valore pressoché vicino allo zero". Da qui l'esigenza di "far fronte comune rispetto ai tagli del governo" e, da parte della Regione, cogliere "le numerose idee e proposte avanzate in questi anni sia dalle associazioni delle imprese e artigianali che dalle organizzazioni sindacali" e tradurle "in fatti concreti".