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Data: 27/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rinascita dell'Aquila - Bruno Vespa: «Furibondo per i soldi non spesi» Il giornalista polemizza all'inaugurazione della nuova biblioteca Tommasi

Ci pensa Bruno Vespa, appena sceso dall'auto, a mettere pepe alla cerimonia di inaugurazione della biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, trasferita da piazza Palazzo a un capannone nel nucleo industriale di Bazzano: «Sto aspettando che i miei amici sindaco dell'Aquila e presidente della Regione si mettano d'accordo perché i soldi ci sono e bisogna spenderli. Sono abbastanza furibondo per il fatto che il centro storico sia ancora in queste condizioni. Bisogna ricostruire subito, il Paese rischia di disaffezionarsi dall'Aquila». Cialente e Chiodi hanno nascosto l'irritazione con un sorriso tirato, poi hanno quasi fatto quadrato nei loro interventi istituzionali. «La ricostruzione del centro è una cosa complessa ai limiti dell'immaginabile» ha detto il sindaco rivolgendosi a Vespa. Il governatore ha annuito: «Per la prima volta sono completamente d'accordo, gli stimoli di Vespa a volte prescindono dalla complessità delle questioni». Gianni Letta ne ha approfittato per suggellare la «ritrovata collaborazione dopo qualche appannamento» tra i due.
La nutrita pattuglia di autorità, completata dal prefetto Iurato, dai vertici Telecom (il presidente Franco Bernabè e quello della Fondazione Joachin Navarro Valls), dal presidente della Provincia Antonio Del Corvo, da parlamentari (Luigi Lusi e Giovanni Lolli) e amministratori (Guido Liris e Luca Ricciuti) e dall'Aquila Rugby ha poi scoperto la nuova biblioteca: certamente meno suggestiva di quella storica sotto i Portici, ma molto funzionale e tecnologica proprio grazie al lavoro della Fondazione Telecom. I locali, infatti, sono dotati di postazioni multimediali, tablet, ebook reader e persino di uno scanner planetario a luce fredda per la digitalizzazione. Navarro Valls, dopo aver brevemente ricordato una delle sortite sulla neve di papa Giovanni Paolo II (all'epoca era direttore della Sala stampa della Santa sede), ha spiegato che l'intervento della Fondazione, da oltre un milione di euro, ha due obiettivi: «Recuperare quello che c'era e migliorare la fruizione. Un giorno tutto questo si potrà trasferire nella sede chiusa dopo il terremoto». Insomma «fare della biblioteca un luogo di ritrovo e recuperare le radici della storia».
Tutti, ovviamente, hanno insistito sulla provvisorietà della sede. Dal vice commissario ai beni culturali Luciano Marchetti a Del Corvo. Quest'ultimo ha sottolineato che «la sede di Bazzano non è adeguata per una biblioteca di tale importanza, ma abbiamo voluto riconsegnarla ugualmente ai cittadini». Bernabè ha rimarcato l'importanza della «ricostruzione di uno dei punti dell'aggregazione sociale. Non è un intervento destinato a morire, ma solo un momento di approfondimento, un impegno di continuità e recupero dei valori culturali». Cialente ha parlato della Tommasi come di «un pezzo fondamentale dell'essenza aquilana che sogno di vedere tornare dov'era». Chiodi ha detto che «è la testimonianza che la ricostruzione dell'Aquila e il suo rilancio economico e sociale devono necessariamente passare attraverso la cultura, i valori e le tradizioni. La comunità aquilana ritrova un patrimonio storico culturale d'eccellenza, valorizzato dalle nuove tecnologie digitali». Ha concluso Gianni Letta, con quello che più che un intervento è sembrato una lectio magistralis sulle origini della biblioteca. Un percorso suggestivo incentrato sulle citazioni di Carlo De Matteis («La biblioteca è una tessera insostituibile di quel frantumato mosaico che è ancora la città») e della famosa Biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges. «Non sono tante le città, come L'Aquila - ha concluso il sottosegretario - che sentono la cultura come parte integrante del proprio essere».

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