Bocciata la proposta di spostare la filovia su via Caravaggio-via Ferrari. Era uno dei punti lanciati, con 1380 firme, due anni fa dall'associazione Strada parco. Altra richiesta: sperimentare bus elettrici sulla strada parco, prima di piantarvi e per sempre pali e fili. Così non è stato: il cantiere continua a marciare; per il fronte dei resistenti ieri è arrivato invece un altro stop. La commissione consigliare mobilità e grandi infrastrutture ha sancito la chiusura del tavolo tecnico-politico aperto sul caso: i consiglieri hanno espresso a maggioranza parere favorevole sulla relazione del vice sindaco Berardino Fiorilli, non accogliendo la proposta di variazione del percorso della filovia. Mario Sorgentone, presidente dell'associazione, è stato sentito in commissione. «Avevamo proposto una variazione - ha detto Sorgentone -, portando la filovia sul tratto via Caravaggio-via Ferrari, fino alla zona aeroporto: più efficace per risolvere i problemi del traffico, salvaguardando la funzione sociale della strada parco. Oggi i lavori sono in stato avanzato, e la situazione sotto gli occhi di tutti: una strada parco che non esiste più e una filovia che andrà a coprire appena 5 chilometri. Un doppione delle linee 2 e 38. Inoltre occorrerebbero almeno 10mila passeggeri al giorno per riuscire a coprire i costi di gestione, ma secondo calcoli tecnici si arriverebbe a superare di poco i mille. Un'opera costosissima, che distrugerà la strada parco e l'ambiente, con pali e fili. Senza contare lo sgretolamento dell'asfalto della strada parco dopo i parcheggi delle auto nell'ultima estate: e quando passerà la filovia, che ne sarà del manto stradale?».
Il presidente della commissione Adele Caroli ha puntato l'indice sul tempo perso dall'amministrazione comunale: «Ha fatto trascorrere due anni senza affrontare concretamente il problema, ed esaminare obiettivamente la proposta di iniziativa popolare dell'associazione - ha detto Caroli -. Sarebbe stato utile convocare tavoli con tecnici esterni, invece hanno preso parte sempre le stesse persone, espressione tra l'altro delle parti interessate all'opera».