A rischio le linee con Milano e i treni che collegano la Puglia al Nord Italia
PESCARA. «Chiediamo l'apertura di una vertenza con l'ad di Trenitalia, alla presenza del ministro dei Trasporti e di tutte le Regioni della dorsale appenninica interessate per avere un piano a lungo termine per l'interconnessione dell'Italia centrale con i collegamenti nazionali e internazionali».
Camillo D'Alessandro teme un futuro in cui l'Abruzzo non sarà più toccato dai treni superveloci. Il timore non è infondato.
Da Pescara potrebbero saltare i collegamenti con Milano e Venezia. Si parla sempre più spesso di soppressione della coppia di Intercity Pescara-Venezia e delle due coppie di Eurostarcity Pescara-Milano, cui si aggiunge la deviazione dei treni che attualmente collegano la Puglia al Nord Italia: anziché passare lungo la direttrice Adriatica passeranno sulla linea ad alta velocità. Ciò significa che i treni arriveranno, ad esempio, a Foggia e poi gireranno verso Napoli-Roma da dove percorreranno la linea ad alta velocità per arrivare poi a Milano o Torino.
«Il rischio per l'Abruzzo è di diventare una regione deserto», dice il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, che annuncia: «Porterò il caso sul tavolo del Patto per lo Viluppo dell'Abruzzo. Abbiamo alcune proposte che stiamo già approfondendo con le Marche».
«Assisto sbalordito», dice D'Alessandro, «al silenzio del presidente Chiodi. Sembra che tutto ciò non lo riguardi. Su questo campo si gioca il nostro essere Regione. Un territorio è tale se è attraversabile, raggiungibile, penetrabile, insediabile, altrimenti è un non luogo, dove non accade nulla, dove non c'è motivo per rimanere o per venire. Non potremo più rispondere alla domanda che cos'è e cosa vuole essere l'Abruzzo se siamo fuori dalle intercconnessioni del Paese, saremmo appunto solo deserto, una sorta di quartiere dormitoia, dove la vita e le opportunità pulsano altrove».
«La nostra regione», prosegue D'Alessandro, «rischia di collocarsi in un cuneo pericoloso, fuori cioè dai collegamenti che attraversano il Paese a partire dai collegamenti ferroviari sulla direttrice adriatica, qualora alcuni importanti tratte, dal sud al nord che passano per l Abruzzo, dovessero essere deviate verso Napoli e, quindi, usufruire della dorsale tirrenica per raggiungere Milano e Torino con maggiore velocità rispetto all attuale percorso».
«Le Ferrovie dello Stato», spiega il capogruppo del Pd, «stanno decidendo di deviare le tratte ferroviarie, dei treni di lunga percorrenza, gli Eurostar, da Foggia verso Napoli e verso Roma, da qui al nord,i viaggiatori arriverebbero con circa un ora e mezzo di anticipo, noi saremmo tagliati fuori Ho parlato con il sindaco di Bari, Michele Emiliano, chiedendo di accompagnarci dal presidente della Puglia, Nichi Vendola che certamente, al di là della sua cortesia pretenderà, alternative praticabili. Abbiamo sentito il Presidente delle Marche, Spacca che è pronto alla battaglia comune. La nostra solitudine non basta. Questa è materia di lavoro comune, di alleanza con le altre Regioni, in particolare con le Marche e il Molise. Lo avevamo detto ed anticipato, deve scendere in campo la Marca Adriatica, mai come ora si rende necessaria. Questo è il tema. Sulla dorsale tirrenica viaggiano alta velocità e investimenti, da quest altra parte d'Italia, sull'adriatica, il nulla».