L'AQUILA. «Il Centro turistico del Gran Sasso versa in condizioni disastrose. Un'azienda ormai alla deriva». Č il j'accuse degli esponenti del Movimento per le autonomie (Mpa), che non risparmia critiche all'amministrazione. Una posizione che arriva anche alla luce delle dimissioni del presidente Miconi.
Il coordinatore cittadino Mpa, Corrado Ruggeri, e il consigliere comunale, Emanuele Imprudente, hanno evidenziato «il silenzio del sindaco, Massimo Cialente, sulle sorti del Centro turistico», dopo le dimissioni del presidente, Vittorio Miconi.
«Ci risulta», ha detto Ruggeri, «che l'azienda sia gravata da decine di decreti ingiuntivi e che i dipendenti avanzino tre mesi di stipendio arretrato. Siamo fortemente preoccupati per la prossima stagione invernale: chiediamo a Cialente chiarezza sulla gestione e sul futuro del Centro turistico. Da parte del sindaco non c'č stata nessuna presa di posizione, dopo le dimissioni di Miconi, mentre manca una fotografia precisa e puntuale della situazione economica».
Secondo Ruggeri «i 6 milioni di euro di debiti del Ctgs potrebbero essere arrivati a 10. A fine agosto č stato deliberato un aumento di capitale di otto milioni di euro. Un primo passo verso la privatizzazione dell'azienda il cui pacchetto azionario č ancora totalmente nella mani del Comune. Una situazione che rappresenta un freno all'ingresso dei privati», ha fatto notare Ruggeri.
«Il rischio», ha dichiarato Imprudente, «č che si arrivi a una svendita dell'azienda. Si era parlato anche di un impegno di Invitalia a investire i 4 milioni di euro della vendita dello stabilimento dell'ex polo elettronico nella ricapitalizzazione del Centro turistico. Č trascorso un mese, ma non tutto tace. Anche il cda non si esprime, mentre la stagione invernale č alle porte».
Imprudente ha evidenziato, infine, «il timore degli operatori turistici del Gran Sasso, che continuano a pagare le conseguenze di un simile disastro».