Il rapporto Svimez lo colloca al secondo posto nel panorama nazionale dopo il Veneto
PESCARA «Mentre il contesto nazionale si indebolisce, l'Abruzzo si rafforza». Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, trae nuovo slancio dalle recenti valutazioni dell'agenzia di rating Standard & Poor's, che ha declassato undici enti locali italiani, tra i quali Umbria, Liguria e Marche, senza sfiorare l'Abruzzo. «Manteniamo un outlook positivo e a livello di crescita siamo tra le prime cinque regioni del Paese - rimarca Chiodi nel corso della conferenza stampa, convocata a Pescara, per illustrare la «fase due» del Patto per lo sviluppo -. Oggi l'Abruzzo è più forte rispetto al 2008 e ha allontanato lo spettro del default, contenendo il debito e ristrutturando un sistema sanitario che era vicino al collasso». L'ottimismo di Chiodi è suffragato dai dati contenuti nel rapporto dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, che proprio ieri ha indicato nell'Abruzzo il traino della crescita nel meridione, collocandolo al secondo posto nel panorama nazionale, subito dopo il Veneto e a pari merito con Friuli Venezia Giulia e Marche. Il presidente della Regione fa esercizio di modestia: «Non è merito mio, l'economia è globalizzata, ingovernabile a livello europeo e ancor meno a livello locale. Noi possiamo soltanto impegnarci per creare le condizioni favorevoli allo sviluppo». Il quadro, però, non è del tutto roseo, dal momento che alla crescita non sembra corrispondere un incremento dell'occupazione. «Le esportazioni aumentano, ma nelle fasi di crisi le imprese adottano una politica di estrema razionalizzazione - osserva il leader del governo regionale -, c'è ancora molto da lavorare a sostegno dell'occupazione, soprattutto giovanile e femminile, ma finora non siamo stati a guardare». Chiodi sottolinea che la sua Giunta, ricorrendo ai fondi sociali europei, ha contribuito a creare 5.400 nuovi posti di lavoro, investendo oltre 28 milioni di euro, e ricorda che la Regione ha erogato 200 milioni di euro, di cassa integrazione in deroga, tutelando 30.000 lavoratori. «Ora si tratta di utilizzare nel modo giusto i Fas, favorendo investimenti produttivi utili allo sviluppo e mettendo da parte le vecchie logiche assistenziali», puntualizza il presidente della Regione, introducendo le misure già adottate e quelle prossime alla realizzazione, «che insieme restituiscono una visione strategica chiara, lineare e innovativa». Cinque gli assi portanti del piano per il rilancio economico dell'Abruzzo: politiche di sostegno, riattivazione e incentivazione delle attività imprenditoriali all'Aquila; nuovo impulso all'occupazione, a partire dalle aree del territorio maggiormente colpite dalla crisi (Cratere, Valle Peligna, Val Vibrata, Val Sinello e Val Pescara); incentivo alla ricerca e all'innovazione, in grado di dare valore aggiunto ai prodotti; attrazione di investimenti e nuova industrializzazione; sostegno al credito. «La grande novità del Patto per lo sviluppo è che si chiude con l'era del ricorso a risorse che non ci sono e con la distribuzione dei debiti - afferma Chiodi -, mentre si chiama l'intera classe dirigente abruzzese a confrontarsi sull'utilizzo di risorse certe, condividendo le responsabilità nell'ottica della costruzione di un futuro migliore». Il presidente della Regione assicura che a breve verrà fissata la data per la convocazione del Cipe, da cui si attende la delibera sui Fas destinati all'Abruzzo, e invita a guardare avanti con fiducia. «Un altro segnale positivo - rileva Chiodi -, è che la fase commissariale della regione è ormai prossima alla conclusione».