PESCARA. «Ora anch'io devo mettere la cintura di sicurezza per legge, ma è un fatto positivo, non è un fastidio». Il tassista Franco Silverii promuove il nuovo obbligo, dice che non è affatto una novità, «io uso la cintura da sempre», e racconta le difficoltà di far rispettare la regola ai clienti: «A volte», dice, «non c'è bisogno di dire niente, perché l'inglese o il tedesco che arriva all'aeroporto è già pronto ad allacciarsi la cintura». Il problema si pone con «gli italiani testardi. Qualcuno sale sul taxi e dice: "Ma tanto il tragitto è breve, si arriva subito, non c'è bisogno della cintura". E allora», assicura il tassista, «ogni tanto ci scappa qualche discussione, ma alla fine vince il buon senso». Infatti, il tassista, responsabile di ciò che accade nell'auto, non vuole accollarsi inutili rischi e fa di tutto per evitare problemi. Insomma, la cintura allacciata piace ai tassisti, ma è certo che sulle strade affollate del centro limita le manovre: «Caricare una valigia, scaricare, scendere e salire di corsa: è ovvio che con la cintura sorge qualche problema, soprattutto quando sul taxi ci sale qualche anziano». Anche molti camionisti, che viaggiano per centinaia di chilometri, rispettano da tempo le regole della sicurezza. Anche per loro, però, come per i conducenti di bus, vale la difficoltà a manovrare il grande manubrio con la cintura allacciata.