MONTESILVANO. La vita di Enzo Cantagallo ha tutti i contorni della bella storia del figlio di emigranti che torna al paese natìo e ne diventa sindaco. Un percorso che ha precedenti illustri, anche in provincia di Pescara, ma che Cantagallo ha esasperato con tratti a volte guasconeschi.
Un percorso fatto non solo di riscatto sociale, ma anche di confronto serrato e spesso polemico con il suo collega più vicino e più ingombrante: il lettomanoppellese Luciano D'Alfonso, sindaco della prima città d'Abruzzo. Un percorso infine esasperato anche nello stile di vita, che nel sindaco Cantagallo ha registrato un'evoluzione burrascosa dal 1999 a oggi.
Nato ad Imperia da genitori che coltivavano i fiori, Cantagallo è rientrato nella sua Villa Carmine nel 1970, e a Montesilvano ha proseguito la scuola dell'obbligo. Il primo stipendio di Enzo Cantagallo arriva nel 1984 dal Conservatorio di Teramo, dopo il diploma di pianoforte acquisito due anni prima al liceo musicale Braga di Teramo. Poi va ad insegnare ai Conservatori di Cosenza e di Foggia, e da qualche anno è docente di Pianoforte principale al Conservatorio di musica di Bari, dove attualmente risulta essere in aspettativa. Cantagallo fino al 1994 è stato anche un bravo concertista. Si è esibito al Teatro comunale di Bologna, al Ridotto della Scala di Milano, al San Carlo di Napoli e anche a Parigi. Oltre alla musica, Cantagallo ha coltivato da giovane un'altra grande passione: quella del calcio. A partire dall'età di 10 anni ha giocato con il Montesilvano, squadra che poi ha lasciato per dedicarsi allo studio della musica. A venti anni, tra un concerto e l'altro, è iniziato il suo impegno attivo nella politica. La Dc, poi il Partito popolare, quindi il mancato approdo all'Udc di Buttiglione e, infine, nel 2001, l'adesione alla Margherita di Franco Marini. Risale al 1995 la sua prima elezione a consigliere comunale nelle fila del Partito popolare. Il giovane e sconosciuto professore di musica che sostiene l'elezione di Renzo Gallerati raccoglie 211 voti e nel 1996 diventa assessore alla Cultura e al Personale. Ma è solo l'inizio dell'ambiziosa avventura del figlio di emigranti. Nel 1999, sempre con candidato sindaco Gallerati, raccoglie 999 voti di preferenza personale ed è il primo degli eletti. Gallerati lo nomina assessore ai Lavori pubblici e il professore di musica lascia definitivamente posto all'amministratore pubblico. Tutte le opere pubbliche realizzate da lui in quegli anni sono finite nell'occhio del ciclone. Compreso il PalaRoma, la cui copertura crollò il 29 gennaio 2005.
Quando cominciano le sue apparizioni in piazza Dante con la prima Mercedes Clk la paga di assessore non arriva a 2.500 euro al mese. Nel giugno 2004, anno in cui diventa sindaco con il 65% dei consensi, dichiarerà al fisco un reddito imponibile di 36 mila euro e la comproprietà della casa di contrada Macchiano. La sua paga di sindaco attuale supera i tremila euro al mese.
Nel giugno del 2005 fa acquistare dal Comune quella che poi sarebbe diventata la sua automobile di tutti i giorni: un'Audi 6 accessoriatissima. I maligni sostengono che lo abbia fatto per imitare e superare il sindaco di Pescara, che due mesi prima aveva fatto lo stesso acquisto risparmiando qualche migliaio di euro in più. Cantagallo negherà sdegnato, così come negherà che la Ferrari gialla esposta in una nota concessionaria di Pescara fosse stata prenotata da lui. Intanto al Mercedes Clk si aggiunge una Bmw X3, mentre i conti in banca si sono moltiplicati. Gli uomini della squadra mobile che hanno indagato su di lui hanno scovato ben 11 conti correnti, alcuni intestati anche alla moglie. Il conto più cospicuo dispone di una liquidità di circa 60 mila euro. Il sindaco-professore di musica è diventato ricco.