Mille e seicento lavoratori a rischio. Di questi, quasi trecento già in questi giorni oscillano tra cassa integrazione e incubo licenziamento. È stato di crisi nel vero senso della parola per il trasporto pubblico locale campano. Aziende, istituzioni e sindacati hanno infatti dato il via alle procedure con il ministero del Lavoro utili per la concessione degli ammortizzatori sociali ai dipendenti del trasporto pubblico. Strumenti oggi necessari per un comparto che nel 2011 ha perso 150 milioni di trasferimenti. La vicenda è annosa, ma analizzando alcuni singoli casi la situazione appare anche peggiore. In particolare sono le 41 aziende private, titolari di contratti di servizio con gli enti pubblici, a soffrire maggiormente il taglio delle risorse. Nella prima parte dell'anno le associazioni che le rappresentano, Anav e Fai, hanno conteggiato in totale 571 esuberi, che potrebbero consumarsi entro la fine dell'anno. Ma sono già 120 i posti per i quali le aziende hanno fatto partire le lettere di licenziamento. Lettere bloccate grazie al tavolo con Regione e sindacati, ma solo fino al 31 ottobre, data in cui si capirà se ci saranno o meno il fondo di sostegno promesso da Palazzo Santa Lucia (15 milioni) e il via libera agli ammortizzatori da parte del ministero, oltre al pagamento, da parte delle società, dei contributi previdenziali arretrati a Inps e Inail. Situazioni simili vengono vissute anche da alcune società pubbliche. Come l'Acms di Caserta, che aveva messo fuori 148 dipendenti, ora fruitori della cassa integrazione straordinaria. Si sopravvive, ma per il futuro non sembra esserci prospettiva. «Le maggiori preoccupazioni riguardano sicuramente le aziende private, ma per quelle pubbliche più piccole le difficoltà sono le stesse - spiega Mario Salsano della Filt-Cgil -. Oggi abbiamo 1.600 esuberi in proiezione, l'obiettivo è di farli rientrare il più possibile nell'ordinario. In ogni caso è fondamentale che la procedura di crisi fornisca per tutti la disponibilità degli ammortizzatori, anche perché in ogni provincia ci sono aziende che vogliono ricorrere agli esodi incentivati, e che comunque potrebbero non assicurare più gli attuali livelli occupazionali». Il caso della holding regionale Eav, che ha già stimato 500 esuberi, è solo il primo in ordine di tempo. A Napoli città Anm e Metronapoli non hanno ancora fornito numeri sui dipendenti, ma ci saranno sviluppi dopo la creazione dell'azienda comunale unica di mobilità (in via di costituzione). Ancora più critiche le condizioni della Ctp, di proprietà della Provincia di Napoli: come annunciato dallo stesso ente, quest'anno l'azienda avrà a bilancio una perdita di 26 milioni di euro, al momento compensata da una riduzione dei servizi. Basti pensare che dall'1 ottobre saranno soppresse altre due linee di Napoli città, le 111 Nera e Rossa (collegamenti tra Piazza Bovio e Area Nord). I dipendenti sono 1.340, ma gli esuberi potrebbero essere 500. «Ma va detto che rispetto agli anni scorsi le perdite si sono contratte - dice l'assessore provinciale Antonio Pentangelo -. Su Ctp il lavoro è quotidiano e per i lavoratori prevediamo al massimo esodi incentivati»