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Pescara, 12/04/2026
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29/09/2011
La Repubblica
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Amt, fulmini sulla gestione Transdev. "Bilanci irregolari, pronti a fare causa" I nuovi vertici passano al setaccio i conti tra il 2006 e 2009. |
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DOPO il divorzio tra Comune e francesi, all'Amt è arrivato anche il momento delle carte bollate. Ieri il consiglio di amministrazione ha deciso di puntare i riflettori sui bilanci del periodo 2006-2009, quello gestito da Transdev, ed eventualmente di partire con le azioni legali, sia contro il socio privato, Transdev, sia contro gli amministratori che si sono succeduti in quel periodo. Le parole del presidente, Ermanno Martinetto, sono caute, ma il significato è pesantissimo: «Dal momento che sono emerse irregolarità nella redazione dei bilanci della società nel periodo 2006-2009 - dichiara - il presidente, con il consenso del consiglio di amministrazione ed il parere favorevole del collegio sindacale, ha disposto una consulenza tecnica contabile ed una consulenza legale per valutare l'esperibilità di un'azione legale nei confronti del socio privato, cui era demandata la gestione dell'azienda, ed eventualmente nei confronti degli organi sociali in carica nel periodo». Per il momento non è chiaro quali siano le poste di bilancio che hanno fatto scattare i campanelli di allarme nei nuovi amministratori, ma quello che è certo è che Martinetto ha fama di analista rigoroso dei conti. Già negli anni passati peraltro lui aveva fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Amt e se ne era andato quando era scattata l'operazione di Ami. In tempi più recenti è stato lui, in qualità di commercialista, a seguire l'azione civile del Comune nei confronti della gestione del fondo pensionistico integrativo dei lavoratori del teatro Carlo Felice. Arrivato l'anno scorso alla guida dell'Amt, Martinetto ha gestito il divorzio coni francesi di Ratp, succeduti a Transev, e ha portato all'approvazione un bilancio che prevedeva una perdita di 6,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni di euro dovuti all'ordinaria gestione e la differenza, pari a 4 milioni di euro, riguardante «oneri prudenziali di carattere straordinario relativi a precedenti esercizi», questa la dicitura utilizzata nella nota che comunicava il bilancio. Evidentemente già in quel momento c'era l'idea che ci fosse qualche problema in azienda. «Diciamo che sono emerse delle poste in bilancio sulle quali sono state fatte valutazioni non prudenziali o azzardate - spiega Martinetto - e nei bilanci la prudenza è uno degli elementi fondamentali». In sostanza i bilanci degli anni 2006-32009 avrebbero dovuto essere peggiori di quello che sono risultati. Nel mirino c'è quindi Transdev, il socio francese che ha gestito l'Amt nel periodo 2006-2009 e visto che Martinetto parla anche degli organi sociali le eventuali azioni di responsabilità potrebbero chiamare in causa anche tutti i componenti del consiglio di amministrazione che si sono succeduti. In quel periodo l'amministratore delegato è stato prima Henry Guyot, poi per un breve periodo Daniele Diaz e di seguito Jean Francois Rossignolle, mentre per tutto il periodo alla presidenza è rimasto Bruno Sessaerego, che ha avuto parole molto dure nei confronti dell'amministrazione comunale quando è uscito dall'azienda. Adesso Amt si trova a dover affrontare un altro anno difficilissimo, visto che la nuova manovra finanziaria rischia di far mancare fondi al Comune, che anche quest'anno sostiene il bilancio dell'azienda con un contributo di 23 milioni di euro. I tagli rischiano di mettere in seria difficoltà la possibilità che questo contributo vada avanti anche negli anni prossimi, di qui anche il grido di allarme lanciato nelle scorse settimane dagli amministratori. In questa situazione Amt ha necessità di fare chiarezza su tuttii conti dell'azienda, anche quelli passati, che potrebbero incidere sui bilanci prossimi se dovessero spuntare fuori brutte sorprese. Di qui la richiesta di avviare le due consulenze per verificare a fondo la situazione. Per altro i bilanci di Amt, almeno quindi quelli fino al 2007, erano già finiti in passato nel mirino della Corte dei Conti per l'inchiesta sulla scissione di Ami, e già all'epoca i magistrati amministrativi avevano obiettato sulla presenza di un eccesso di potere del socio privato nella gestione dei conti dell'azienda a maggioranza pubblica
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