PESCARA. «Penso che onestamente agli abruzzesi non si può parlare di Fase 2 del Patto senza chiudere la Fase 1 e cioè la certezza sulla disponibilità delle risorse». Così il capogruppo del Pd in Consiglio Camillo D'Alessandro, uno dei firmatari del Patto, commenta le parole del governatore Chiodi. Sulla centralità del sistema produttivo nel piano delo governatore D'Alessandro «ci sta», ma l'esponente dell'opposizione sottolinea la carenza di misure e di risorse per il credito. «Il credito in Abruzzo è bloccato, in parte per responsabilità delle banche, in parte per responsabilità della Regione che non fa funzionare la Fira, la finanziaria regionale. Basta fare un passo fuori Abruzzo e vedere come si è comportata la Regione Marche. Durante la crisi il presidente Spacca ha messo tutte le risorse possibili sul credito».
Insiste sulla disponibilità di risorse il capogruppo Idv Carlo Costantini che al contrario del Pd non ha firmato il Patto: «Chi legge le carte sa da tempo che le promesse di Chiodi su Fondi Fas e Infrastrutture in parte non sono altro che la fotografia di quanto già spettava all'Abruzzo ed in parte sono destinati a rimanere promesse», dice Costantini, «oggi il grido di allarme lo lancia persino Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni, che dichiara testualmente che tra programmi per grandi infrastrutture, Fas e Fondi comunitari non è più possibile distinguere la realtà dalla finzione. Per Chiodi, però», conclude Costantini «conta solo la finzione al punto che ha avviato la Fase due del Patto senza che la fase uno sia mai cominciata, non avendo ad oggi l'Abruzzo visto un solo euro di quelli promessi».
A Costantini risponde l'assessore regionale allo Sviluppo Alfredo Castiglione. Secondo il vicepresidente della Giunta Costantini è male informato sui lavori del Patto perché «non vi ha mai partecipato, non avendolo firmato. «Le riforme annunciate e concretizzate rispondono solo e soltanto ai bisogni, alle esigenze ed alle problematiche del territorio», spiega Castiglione. «Se poi ci sono partiti o politici che vogliono strumentalizzare a prescindere l'azione del Presidente Chiodi, e quindi della sua Giunta regionale, utilizzando quanto detto dal presidente Errani, bisogna ricordare che l'azione politica svolta è stata sempre finalizzata a compiere scelte forse impopolari, perché vanno a rompere rendite di posizione importanti, non esaltando invece i benefici che l'Abruzzo ne trarrà da ora in avanti».