ROMA - «Rispetto al clamore suscitato, questa vicenda è una boiata pazzesca». Augusto Minzolini, direttore del Tg1, commenta così (è il suo carattere) l'arrivo nel suo studio a Saxa Rubra della Guardia di Finanza per «verifiche e accertamenti». In un primo momento tutti avevano pensato a un possibile collegamento con la vicenda delle note spese che lo riguarda: ma l'inchiesta risulta formalmente conclusa, e c'è chi ritiene possibile un rinvio a giudizio dell'attuale direttore del Tg ammiraglio Rai. Ma la Finanza è andata a Saxa Rubra per un'altra ragione: per il mancato reintegro di Tiziana Ferrario alla conduzione del Tg1. Minzolini si è detto «assolutamente tranquillo: «L'inchiesta riguarda l'azienda e non il direttore». La spiegazione tecnica è arrivata dal legale di Tiziana Ferrario, l'avvocato Domenico D'Amati: «L'azienda non ha adempiuto al reintegro e quindi siamo stati costretti a rivolgerci al giudice penale, e a luglio abbiamo presentato una denuncia nei confronti dei responsabili. È partita l'indagine della Procura». Comunque sia Minzolini, nell'indagine avviata dall'aggiunto procuratore Alberto Caperna, è accusato di abuso d'ufficio e mancato adempimento di quanto stabilito dal tribunale.
GARIMBERTI TACE - Per ora nessun commento dall'azienda e dallo stesso presidente Paolo Garimberti, che ha rifiutato di rilasciare qualsiasi dichiarazione sull'episodio. Minzolini, nell'aprile 2010, aveva deciso di procedere a un ricambio alla conduzione del Tg1 sostituendo la Ferrario, Piero Damosso e Paolo Di Giannantonio. Pochi giorni dopo la giornalista aveva affisso una lettera in bacheca con molte considerazioni sulla testata: «La nostra redazione non era mai scesa così in basso, al Tg1 si sta consumando un disastro». Era seguita una pagina giudiziaria con il reintegro ordinato il 29 dicembre 2010 dal Tribunale del Lavoro di Roma. L'8 marzo di quest'anno lo stesso Tribunale aveva respinto il ricorso della Rai contro l'ordinanza. Commento, di quei giorni, di Tiziana Ferrario: «Il più bel regalo per l' 8 marzo, dopo mesi di dolorosa umiliazione e solitudine». Sarcastica la reazione di Minzolini: «Lei festeggia, ma sicuramente saranno in lutto le giovani potenziali conduttrici cui ha impedito di avere una carriera restando incollata a quella poltrona per 28 anni». A questo punto, dopo la «visita» della Finanza (avvenuta nei giorni scorsi anche in alcuni uffici amministrativi di viale Mazzini) la vicenda Ferrario torna di attualità. E l'azienda dovrà trovare una soluzione se non vorrà rischiare una possibile condanna, a questo punto anche penale.