AVEZZANO - Il capotreno non si presenta al lavoro e il treno non passa: studenti e lavoratori rimangono a piedi e perdono la scuola ed il lavoro. Ieri mattina il convoglio 24068 proveniente da Tivoli, che porta a scuola gli studenti sia ad Avezzano, sia a Tagliacozzo all'Istituto tecnico statale per il Turismo, per un totale di oltre cinquecento, ma anche i lavoratori dei diversi settori, dapprima è stato annunciato con settanta minuti di ritardo e, poi, è stato soppresso. Un vero disastro. Proteste dei genitori e degli interessati: «è un servizio sul quale non si può più fare affidamento, nonostante l'abbonamento che paghiamo; ogni mattina si va in stazione per prendere il treno ed è un'incognita che mette ansia». Queste frasi, come è facile prevedere, sono state accompagnate da epiteti all'indirizzo delle ferrovie e della regione Abruzzo che paga a Trenitalia un servizio che risulta scadente: ritardi, soppressioni, carrozze vecchie e maleodoranti, dove molti fumano e così via. Intanto registriamo una dichiarazione di Trenitalia Abruzzo che, tramite il suo ufficio stampa, fa sapere che «il convoglio è stato soppresso in quanto il capotreno non si è presentato in servizio nella stazione di Tivoli, perché malato, aggiungendo le scuse per il disagio ai viaggiatori». Sicuramente plausibile la giustificazione, ma si tratta di problemi che riguardano chi gestisce un servizio di primaria importanza come il trasporto ferroviario, ai quali i preposti, pagati per questo, devono essere in grado di far fronte, in caso di necessità e non si possono far ricadere sugli utenti.