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Pescara, 12/04/2026
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Data: 01/10/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Lega: «Noi patrioti non ci spaventiamo» Il Carroccio reagisce alle parole di Napolitano. Che raccolgono invece il plauso delle opposizioni

MILANO - Non si sono fatte attendere le reazioni all'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che parlando a Napoli ha spiegato che «il popolo padano non esiste» e che ha sottolineato come «non esiste nella Costituzione una via democratica alla secessione». Irritate quelle della Lega, di plauso quelle dei gruppi di opposizione.

LA LEGA - «Napolitano è sempre molto saggio ma fa finta di dimenticare il diritto universalmente riconosciuto alla autodeterminazione dei popoli» ha commentato il ministro Roberto Calderoli. Che ha agiunto: «Il presidente poi sa bene che la Lega da oltre 20 anni è garanzia di democrazia». Matteo Salvini, europarlamentare della Lega e uomo simbolo del partito a Milano, ha invece definito il Presidente un «simpatico ex comunista» e, in un'intervista ad Affari Italiani, ha ricordato al capo dello Stato che «il Lombardo-Veneto ha una storia più antica di quella della Repubblica Italiana, basta aprire un libro di scuola media». Salvini ha poi richiamato l'esempio del Belgio, «dove le Fiandre mantengono i valloni assistiti e dove presto ci sarà una separazione democratica». Un altro europarlamentare del Carroccio, Mario Borghezio, intravede nelle dichiarazioni di Napolitano una «velata minaccia ai militanti indipendentisti» tuttavia «ci lasciano tranquilli perchè in Padania ci sono migliaia di patrioti che considerano la libertà il bene più importante e non si fanno spaventare». Francesco Speroni, che della Lega è il capodelegazione all'Europarlamento sottolinea: «Mi sembra che il capo dello Stato ci accusi di guardare indietro e intanto lui guarda a cose della prima metà del secolo scorso. Ricordo nella Ue quasi la metà degli Stati oggi membri ha avuto origine da una secessione. Basta guardare un atlante storico e vedere com'era l'Europa dei primi anni del secolo scorso per rendersi conto della validità della mia affermazione. La Repubblica Ceca e quella Slovacca hanno attuato una secessione con metodi democratici. Quindi, con tutto il rispetto delle posizioni del Presidente, ritengo che ci sia la possibilità di poter esprimere democraticamente opinioni differenti alle sue».

LE OPPOSIZIONI - L'intervento del Presidente è stato invece apprezzato dalle opposizioni. «Per fortuna c'è un Capo dello Stato che riesce a mettere con efficacia i puntini sulle i», ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani -. La Lega non può far dimenticare con parole aggressive il non governo di questi anni. Risponda di quello che ha fatto e non sfugga con parole pericolose». «Penso che ci sia piena sintonia tra il sentire degli italiani e le parole così nette ed equilibrate usate anche oggi da Napolitano - ha detto invece la senatrice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd -. Gli unici a non essere in sintonia con quelle parole sono la Lega, Umberto Bossi e i suoi ministri. Ma è evidente che anche Berlusconi e la sua maggioranza non sono mai stati capaci di opporsi alle stupidaggini leghiste che oggi, in maniera elegante ma ferma, il Capo dello Stato ha definito grottesche». «Ha fatto bene il Capo dello Stato a richiamare all'ordine chi si permette di scherzare sull'Unità d'Italia e di minacciare la divisione del Paese - ha poi commentato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro -. Purtroppo a predicare sulla secessione non sono 'quattro amici al bar' ma un ministro di questa Repubblica, Umberto Bossi, che nello specifico si occupa di riforme. Siamo di fronte a un vulnus che non si può risolvere solo con una semplice ammonizione, ma va affrontato in sede istituzionale per verificare la compatibilità con la carica che egli ricopre». Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, parla di «inequivocabili parole contro la secessione» e spiega che «come sempre il nostro presidente Napolitano riesce meglio di tutti a interpretare il comune sentire degli italiani». «Non possiamo che fare tesoro delle sue alte riflessioni e lavorare - ha aggiunto - perchè cambino le cose, sperando che faccia altrettanto chi si ostina ancora in queste ore a pensare che la crisi del Paese si risolva evocando la Padania e la secessione». Per il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, infine, «le parole del presidente Napolitano sono una pietra tombale sulle velleità secessioniste della Lega. La Padania non esiste e il Nord senza i risparmi e i consumi del Sud non avrebbe i risultati economici che ha».

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