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Pescara, 12/04/2026
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01/10/2011
Il Centro
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Il manifesto di Confindustria - «Sì alla patrimoniale, ma con meno tasse» Le priorità: riforma fiscale e pensionistica, liberalizzazioni e privatizzazioni |
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ROMA. Proposte «immediatamente operative» quelle del «progetto imprese per l'Italia» che Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza per le Cooperative presenteranno al governo. Cinque le «priorita» per rilanciare la crescita, tradotte in cinque capitoli. Fisco. Patrimoniale da 6 miliardi per tagliare Irpef e Irap. Una imposta dell'1,5 per mille sui patrimoni oltre 1,5 milioni di euro permetterebbe di finanziare «un taglio delle tasse su lavoratori e imprese», con 2 miliardi di taglio Irpef e altrettanti di taglio Irap. Oltre a incentivi allo sviluppo come il credito d'imposta per ricerca e innovazione e «l'aiuto alla crescita». Lotta all'evasione con il tetto a 500 euro per i pagamenti in contante. Pensioni. Elevare l'eta pensionabile come nel pubblico impiego: a 65 anni dal 2012; ma anche anticipare al 2012 l'aggancio automatico all'aumento della speranza di vita, e portare a 62-68 anni la forcella di pensionamento flessibile prevista nel contributivo. Riforma delle pensioni di anzianità, abolendo l'attuale sistema, con un sistema transitorio e stop all'erogazione di pensioni sotto i 62 anni. Abrogare tutti i regimi speciali da gennaio 2012. Dismissioni. Cedere il patrimonio immobiliare di enti statali e locali. Dismettere partecipazioni societarie nei servizi pubblici locali con l'incentivo, per gli enti locali, di poterne utilizzare i proventi oltre i limiti del patto di stabilità interno. Tutto con procedura di evidenza pubblica.«Non parliamo di privatizzare Eni, Enel e Finmeccanica ma il patrimonio immobiliare», chiarisce Emma Marcegaglia. Liberalizzazioni. Dalle imprese proposte per liberalizzare trasporti (anche con una Authority per il settore ed un rafforzamento dell'Antitrust) e servizi pubblici locali, le attività economiche (anche riformando l'art.41 della Costituzione) i servizi professionali (stop a tariffe fisse o minime. Riforma degli ordini. Ridurre le riserve legali). Poi, «assicurare regole omogenee per le attività d'impresa in tutto il territorio nazionale». Infrastrutture. Per le infrastrutture servono investimenti pubblici e una spending review per contenere la spesa. Eliminare le incertezze normative che creano contenzioso. Incentivare il project financing. Ricognizione sulle opere, concentrare le risorse sulle priorità. Poi efficienza energetica, con proroga degli incentivi fiscali al 2020 e nuove norme.
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