Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.050



Data: 01/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il manifesto di Confindustria - Marcegaglia: «Senza risposte lasceremo i tavoli con il governo» Mussari: «Proposte costruttive, non contro qualcuno»

ROMA - L'obiettivo «è un cambio di passo» nella crescita, non un cambio di governo. Seduti uno affianco all'altro i cinque i firmatari del «Progetto delle imprese per l'Italia», lo sottolineano più volte: le cinque grandi priorità indicate nel documento vogliono essere un contributo positivo. Sono riforme importanti, profonde, che se attuate possono imprimere un'accelerazione allo sviluppo. E anche un cambio di cultura dell'intero Paese, visto che si parla di eliminare i privilegi pensionistici; di taglio delle tasse sul lavoro e sulle imprese anche a costo di un aumento della tassazione sui patrimoni; di un mercato più competitivo e liberalizzato; di un perimetro dello Stato meno invadente; di semplificazione delle procedure e di grandi investimenti produttivi. Riforme da fare subito, perchè il «tempo si è fatto brevissimo». «Non si può rimanere inerti. Ora serve coraggio» dicono le imprese.
Non è certamente una sfida al governo, puntualizzano i firmatari del «Progetto». E in un momento in cui tutto - anche il tradizionale convegno - diventa occasione di forti critiche e strumentalizzazioni, ribadire il concetto forse non è un esercizio peregrino e inutile. Qualcuno lo afferma con più enfasi di altri. Come il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari: «Questo documento non è "contro" nessuno, ma è "per" l'Italia. Non ci interessa cercare divisioni o contrapposizioni». E così Fabio Cerchiai dell'Ania: «Abbiamo fatto un vero e proprio piano industriale. Si tratta di una proposta assolutamente costruttiva. Lo spirito non è di opposizione». O anche Ivan Malavasi, presidente di ReteImprese (l'unione delle associazioni di commercianti e artigiani): «Salvare l'Italia non è uno slogan retorico. Non intendiamo sostituirci ai compiti del governo, della politica, ma chiediamo di agire senza indugi». Pure Luigi Marino, che rappresenta il vasto mondo delle cooperative, sottolinea che la proposta «non è una sfida al governo», ma avverte: «Sarebbe sbagliato sottovalutarlo». E così, pur negando con decisione l'interesse a «una via spagnola» (ovvero elezioni anticipate), Emma Marcegaglia è costretta a precisare che quando minaccia di non partecipare più alle riunioni con il governo, lo fa a nome della sola Confindustria, di cui è presidente, non di tutti i firmatari del «Progetto». Una minaccia che comunque la leader degli industriali ribadisce: «Ho avuto un mandato forte dalla Giunta: senza riforme valuteremo se lasciare i tavoli».
Posizioni che rendono palese come riuscire a trovare una sintesi tra i diversi interessi e le differenti esigenze del mondo bancario e delle imprese, dalle grandi alle piccole fino ai commercianti e artigiani, non sia stato un compito facile. Anche perché le cinque grandi priorità indicate sono molto di più che titoli. Soprattutto per i primi due capitoli le proposte sono affiancate dalla quantificazione dei risparmi. Come per la riforma delle pensioni che prevede 65 anni per tutti e pone uno sbarramento - non sotto i 62 anni - per il pensionamento anticipato, comunque con penalizzazioni. Risparmi: 2,9 miliardi nel 2013 che diventano 18 cinque anni dopo. Nel capitolo fisco si chiedono meno tasse su imprese e costo del lavoro (Irap e Ires), avvio di un taglio sull'Irpef per i redditi più bassi, ma anche l'introduzione di una patrimoniale all'1,5 per mille sui redditi delle persone fisiche. Una "concessione" che le imprese fanno a una sola condizione: che il gettito, sei miliardi di euro l'anno, vada a finanziare la riduzione delle altre tasse sulle imprese. Molte più risorse potrebbero venire da una stretta sull'evasione fiscale. Imprese e commercianti non si tirano indietro e per stimolare i pagamenti con moneta elettronica e quindi la tracciabilità, propongono un limite massimo per gli acquisti in contanti: 500 euro. Insomma, un progetto complesso. Tempi di realizzazione? Praticamente subito. Concede la Marcegaglia: «Se lo facessero per metà ottobre, andrebbe bene».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it