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Data: 01/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Referendum, boom di firme Fini: nuova legge in Parlamento

In Cassazione oltre un milione e duecentomila nomi. Prodi: un trionfo

ROMA - Oltre un milione di firme (1.210.406, per la precisione) è stato depositato ieri mattina alla Corte di Cassazione dal comitato referendario pro-Mattarellum e anti-Porcellum. I quesiti sono frutto del lavoro di un comitato elettorale composto da forze diverse (Idv, SeL, Pli, Unione popolare, Rete referendaria di Segni, Democratici di Parisi) che oggi cantano tutte vittoria. Il percorso referendario è ora il seguente: entro il 10 dicembre arriverà il sicuro via libera della Cassazione sulla validità delle firme: sia il numero previsto, 500 mila, che la quota di sicurezza, 700 mila, sono state ampiamente superate dai referendari, che già oggi parlano di «miracolo popolare». Poi sarà la Corte Costituzionale a valutare l'ammissibilità dei referendum, con una decisione che arriverà a gennaio 2012. A quel punto, se il referendum venisse ammesso, campagna referendaria e voto si terrebbero tra aprile e giugno del 2012, sempre che il Parlamento non approvi una nuova legge elettorale che invalidi i quesiti o le Camere vengano sciolte.
Romano Prodi parla di «trionfo» per i referendari e di «un grande desiderio di cambiamento» tra i cittadini. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si ricollega alle parole di Napolitano («la legge elettorale attuale ha rotto il rapporto tra eletto ed elettore e va cambiata»), ma - puntualizza Fini - «non necessariamente con il referendum», bensì «attraverso l'azione e il dibattito in Parlamento». Pure nel Pdl si comincia a pensare di cambiare la legge elettorale, mentre il leader dell'Udc Casini rivendica al Parlamento il diritto di cambiare la legge elettorale e pianta paletti netti: «Basta col bipolarismo che ha prodotto danni inenarrabili».
Dentro il Pd, infine, non mancano le polemiche. Rosy Bindi rivendica «il grande contributo del partito» al referendum e il segretario Pier Luigi Bersani prima ironizza («non ho messo il cappello, sui referendum, ma i banchetti per le firme sì»), poi s'irrigidisce di fronte ai molti attacchi dei referendari: «Sono stupefatto. Abbiamo messo centinaia di banchetti, mi aspettavo solo ringraziamenti». In effetti, le critiche ci sono. L'ex segretario del Ppi, Pierluigi Castagnetti, ironizza: «Il Pd ha aiutato coi banchetti e con una posizione ufficiale ambigua che ha fatto arrabbiare gli elettori spingendoli a firmare». E sia gli ulivisti che i veltroniani ricordano che le decisioni (assunte all'unanimità) dalla direzione del Pd erano di non appoggiare il referendum e di promuovere un sistema elettorale che non c'entra nulla con il Mattarellum. Anche di questo si parlerà nella direzione del Pd convocata lunedì prossimo.

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