La deposizione: «Forza Italia voleva distruggere Villa Pini per i politici tirati in ballo»
PESCARA. «Forza Italia aveva intenzione di uccidere Angelini, nel senso di distruggere lui e Villa Pini. FI voleva vendicarsi del fatto che Angelini aveva tirato in ballo grossi nomi come Sabatino Aracu e Fabrizio Cicchitto. Silvio Berlusconi se l'era legata al dito, gliela voleva fare pagare». E' da una domanda dell'avvocato Sabatino Ciprietti - legale di Vincenzo Maria Angelini - che il testimone Antonio Salvatore, ex responsabile del personale dal 1981 racconta un episodio avvenuto dopo gli arresti del 14 luglio 2008. «Conosce Maria Luigia Marandola?», domanda Ciprietti. Salvatore risponde: «Era un'impiegata della clinica che diceva di avere rapporti stretti con un alto politico di Forza Italia che chiamava "Paolo" e diceva che poteva farci avere informazioni politiche. Un giorno la incontrai e mi disse che aveva una cosa urgente da comunicare ad Angelini, che era molto importante. Mi disse che FI voleva vendicarsi del fatto che Angelini aveva fatto grossi nomi. "Sandro Bondi"? le chiesi e lei disse di no. "Cicchitto?" e disse di sì come per Aracu. Questa signora si era accreditata come una che frequentava gli ambienti politici romani e che era amica di Paolo Tancredi». L'episodio riporta al 2009 e all'infuocato memoriale che Maria Maurizio, ex moglie di Sabatino Aracu, inviò alla procura e in cui rivelò, come scrisse, che «Cicchitto riceveva annualmente 500 mila euro da Aracu». La procura si mosse con cautela indagando per atto dovuto l'allora capogruppo Pdl alla Camera per ricettazione, sull'ipotesi che quei soldi sarebbero stati il traguardo finale di una tangente versata da Angelini ad Aracu. Ma non ci fu prova che Cicchitto avesse partecipato a quella presunta concussione, così l'accusa cadde, facendo uscire dall'inchiesta il nome di Cicchitto. Intanto, il senatore del Pdl Tancredi precisa in una nota: «Nel corso di questi anni di impegno politico amministrativo, mi è capitato di conoscere e incontrare molte persone, cosa che ovviamente continuerà a succedere. Ho appreso ora che tale Maria Luigi Marangola (il nome è sbagliato nella nota, ndr) sia una persona che io conosca e soprattutto a me vicina. Il nome della signora non mi dice assolutamente nulla». L'udienza iniziata con un test saltato è terminata infine con uno rinviato, Serena Palmanella. E' lei la donna che avrebbe dovuto riferire sui rapporti economici con l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga. «Ha avuto rapporti di convivenza con qualche imputato?», ha domandato il procuratore capo Nicola Trifuoggi alla giovane assistente odontoiatra. «No», ha risposto. «Lei è indagata per riciclaggio per i reati contestati a Conga in un procedimento parallelo a questo», ha aggiunto il procuratore. Quindi, il testimone è stato rinviato al 19 ottobre per avere la possiblità di nominare un difensore. Ma prima che l'udienza terminasse, il giudice Carmelo De Santis, cogliendo uno scambio di battute tra la testimone e Conga, ha chiesto: «Lo conosce?». Palmanella: «Sì, siamo amici».