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Data: 01/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse, preoccupazione di Cialente: impossibile pagare tutto e subito. Da novembre riprenderanno gli adempimenti fiscali Piccone: il governo troverà una soluzione

Agenzia delle Entrate. Restituzione tributi arretrati, cento milioni entro l'anno

L'AQUILA. «Tornare a pagare le tasse nel cratere sismico è un delitto». Il sindaco Massimo Cialente lancia un nuovo allarme in vista della ripresa, ormai vicinissima, del pagamento delle tasse sospese dopo il sisma. «L'economia all'Aquila non è ancora ripartita, chiederci di pagare 100 milioni di euro è un'assurdità».
Il sindaco Massimo Cialente è tornato ad alzare i toni sulla ripresa degli adempimenti fiscali e lo ha fatto durante il convegno dell'Agenzia delle entrate, che si è tenuto ieri a palazzo Silone nell'ambito dei festeggiamenti per i 150 anni d'Italia. La scadenza più temuta per la popolazione terremotata, per la quale ci andò a prendere manganellate a Roma nel 2010, è dunque arrivata. Dal primo novembre si tornerà a pagare. Entro la fine dell'anno il Comune dell'Aquila dovrebbe restituire 100 milioni di euro. Una «follia» per il sindaco, perché «l'economia all'Aquila non è ripartita». «Pensare di far pagare 100 milioni agli aquilani significa che dovranno pagare di più rispetto al resto del Paese», ha aggiunto. Non è stato dello stesso parere Filippo Piccone, coordinatore del Pdl Abruzzo. «A Cialente dico che forse è male informato. Entro novembre il governo troverà la soluzione giusta per far pagare ai cittadini le tasse». A un mese dalla ripresa dei pagamenti non c'è, dunque, ancora una linea unitaria. Per Del Corvo, ad esempio, bisogna «porre l'attenzione sull'abbattimento delle tasse e non sui termini della scadenza. Sono convinto che se andassimo a fare i conti sui dati veri e non su quelli storici, le tasse del 2009 delle piccole attività e delle fasce deboli, non risulterebbero così elevate. Da aprile a dicembre 2009» ha ricordato, «le attività sono rimaste ferme, mentre le tasse del 2008 erano già state pagate». Il problema è, per Del Corvo, «come trattare le grandi aziende, che invece hanno visto aumentare il loro fatturato». Un errore, per Del Corvo, è aver prorogato la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. «Non contribuisce all'abbattimento delle tasse che sia slittato il termine per la presentazione delle dichiarazioni. Perché se noi oggi avessimo le dichiarazioni già consegnate, avremmo anche coscienza dell'effettivo importo e oggi il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, potrebbe già presentare al ministero dell'Economia un conto preciso». Il direttore dell'Agenzia, Befera, all'Aquila per presiedere il convegno, ha affrontato la questione degli adempimenti fiscali dal punto di vista tecnico, dicendosi pronto a lavorare con governo e istituzioni per trovare la soluzione migliore. «Ma non possiamo essere noi a indicare le soluzioni sostituendoci alla politica», ha spiegato. Per il direttore regionale dell'Agenzia, Rossella Rotondo, «è necessario un intervento legislativo da parte del governo per ottenere una proroga degli adempimenti fiscali». Quanto alle modalità della riscossione, per la Rotondo sarà opportuno tenere conto delle esigenze delle persone. Ma «attualmente», ha fatto notare, «la norma dice che vanno ripresi i versamenti.

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