È iniziata la tarantella all'interno della maggioranza della Provincia di Pescara. Ieri l'amministrazione è stata battuta due volte, sulla verifica di sospensione del consiglio e sulla costruzione di una rotatoria a Città Sant'Angelo. A presentare la mozione che di fatto annulla la determinazione della giunta Testa è stato l'ultimo ribelle del centrodestra, Lino Ruggero, il consigliere uscito pochi giorni fa dal partito di Carlo Masci per confluire nel gruppo misto. Ruggero aveva assicurato comunque il suo appoggio alla maggioranza, ma evidentemente le sirene di Gianni Teodoro che lo vorrebbero arruolare in Fli devono averlo ammaliato. Alla prima occasione, infatti, ha votato contro la maggioranza. Ma cosa c'è dietro? Secondo lo stesso Teodoro a creare questo stato di agitazione fra i consiglieri sarebbe il «mancato raccordo fra governo provinciale e maggioranza consiliare». Per Toni Castricone e Antonio Di Marco (Pd), invece, «i consiglieri continuano ad abbandonare l'amministrazione perché questa è ferma e adesso c'è la possibilità che la Provincia venga commissariata». Non è da escludere che dietro l'ultimo strappo ci siano problemi squisitamente locali, come ad esempio differenti vedute sul futuro della Stella Maris. Sta di fatto che oggi Testa può ufficialmente contare solo su 12 voti in consiglio, su un totale di 25, e in previsione del riequilibrio di bilancio che dovrebbe essere approvato il prossimo 12 ottobre non c'è da star tranquilli. Ma il presidente si dice comunque fiducioso. «Continuerò a lavorare per il territorio con tranquillità - aveva dichiarato Testa -. Gli scossoni ci sono sempre, specie in momenti in cui le scelte da fare sono tante e le risorse poche».
Ma nonostante l'ottimismo, in politica nulla è scontato e quindi viene da chiedersi se, dopo le ultime novità, gli scenari potrebbero cambiare. Anche futuri, dato che Guerino Testa è da tutti considerato un cavallo di razza del Pdl, con una brillante carriera politica davanti. Non sono in pochi, infatti, a pensare che, se il sindaco di Pescara Luigi Mascia decidesse di non ricandidarsi alle prossime amministrative, potrebbe essere proprio lui il candidato alla poltrona di primo cittadino del capoluogo. Un ribaltone in Provincia, quindi, metterebbe tutto a rischio e questo, forse, non scontenterebbe proprio tutti all'interno del Pdl. Cosa ne pensa Testa? «In politica due mesi sono tantissimi, tre anni un'enormità - scherza il presidente -. Non posso dire se sarò il futuro candidato sindaco di Pescara, ma penso di conoscere i dirigenti e i politici del mio partito e credo che nessuno gioisca delle difficoltà della nostra Provincia».