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Pescara, 12/04/2026
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Data: 02/10/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
La manovra e i tagli ai trasporti - «Questo non è più servizio pubblico»

ODISSEA è la parola che descrive i viaggi di molti studenti reggiani. Ecco la lettera di Augusto Soncini. «Vi segnalo il disagio di mio figlio, e degli studenti di San Maurizio (zona di via Lombroso) che prendono il 4 per andare a scuola la mattina e rientrare all'ora di pranzo, con un viaggio assai difficoltoso. L'altro giorno ho notato gruppi di giovani studenti ammassati in mezzo alla strada per prendere uno dei pochi autobus che girano. Possibile che la mattina un ragazzo si debba alzare alle 6.30 per prendere l'autobus che va a scuola alle 7.14 ed essere a scuola alle 7.45, e se lo perde è costretto a portarlo un genitore con la propria auto sennò arriva in ritardo? L'orario della linea 4 ha tolto una corsa, inserendone solo due ogni ora, ai minuti 25 e 55 al capolinea di via Curie. Così vogliamo abbattere l'inquinamento, togliendo bus e mettendo più auto? Nel caso dell'uscita alle 12.50 (orario provvisorio), mio figlio è arrivato a casa alle 13.50 a causa della scarsità di autobus. Quelli che girano sono molto pieni e non si riesce a salire. È questo che chiamate servizio pubblico se per usufruirne bisogna praticamente fare a botte? Mio figlio va a scuola al famoso polo scolastico, a una distanza di 4-5 km da casa, con tempi di viaggio di 40 minuti da casa a scuola e 60 per il ritorno. E quando sposteranno il Secchi a Coviolo, non dovrà neanche dormire per recarsi a scuola in orario. Un mio suggerimento a chi ha impostato questi orari: penso che occorra rivederli per tutte le linee con la massima attenzione perchè ha combinato un caos mostruoso».

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